13 Febbraio 2021 – Stand by me: del dialogare con la morte nei libri per ragazzi e e ragazze

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Il webinar e’ stato condotto dal dott. Emanuele Ortu docente del modulo Percorsi e strumenti di inclusione scolastica del Master Tutela, diritti e protezione dei minori.

L’incontro Stand by me. Del dialogare con la morte nei libri per ragazze e ragazzi ha permesso di condividere alcune domande di cui la Letteratura per ragazzi e ragazze  è portatrice rispetto al tema della morte ed all’immaginario di questa nella cultura dell’infanzia e dell’adolescenza.

In apertura sono state affrontate le parole chiave su ci si è basato l’incontro.

Libri per ragazze e ragazzi 

I libri sono stati scelti sulla base di criteri di qualità narrativa e letteraria, sulla capacità di mantenere aperta la meraviglia, la curiosità, lo spazio di co-costruzione, lo spazio di connessione dei legami tra Storia Personale e Storia Narrativa non includendo quindi storie a tema, denotative, direttive ed educative. Sono state proposte narrazioni non addomesticate, per avvicinarsi alle riflessioni di Milena Bernardi ed al suo saggio Letteratura per l’infanzia tra utopia e controllo. Storie in cui << in cui la parola, l’illustrazione, il gesto, la comunicazione, vivono la loro dimensione autentica, profonda, densa di senso; e i temi fondamentali ma considerati difficili e scomodi respirano liberamente nelle storie.>>

Storie capaci di rispettare l’essenza utopica dell’infanzia e quella naturale propensione << a sporgersi oltre il perimetro del reale, per il desiderio di proiettarsi nei territori immaginativi, l’infanzia si nutre avidamente del simbolico, ed è in quella sfera che può rielaborare il vissuto, l’esperienza, la conoscenza, con il supporto di punti di vista inaspettati, prodotti da movimenti emozionali e cognitivi che producono il cambiamento evolutivo e lo stupore di importanti e successivi apprendimenti.>> Capaci cioè di creare un territorio di bilocazioni e significazioni personali grazie al dialogo libro-persona.

Il tema: La morte

Raffaele Mantegazza mette in evidenza come l” Adolescenza è una tanatologia in atto”. Un passaggio, l’adolescenza, in cui la persona elimina per poi ricostruire le proprie ritualità, bussole, punti di vista, con una particolare propensione al rapporto con i limiti e quindi, anche, con un corteggiamento con la morte.

La tematica affrontata è tra quelle più sotto osservazione e controllo dal mondo adulto, al punto di essere da un lato una abusata, oggetto di violenza di tanta editoria per ragazze e ragazzi che si armonizza con il processo di domesticazione. Da un lato con il fiorire di pubblicazioni indirizzate alla vendita per gli adulti ed alle proprie paure con i  tanti libri “come parlare della morte”, “come spiegare la morte”, “come non far soffrire davanti alla morte”, e così via lungo il seminato di strumenti anestetizzanti.

Dall’altro essendo la morte, essendo una parola di facile richiamo per le e gli adolescenti, ma anche per i più piccoli, vede un furoreggiare di storie che la usano come specchietto per le allodole.

Il tema è stato affrontato attraverso quelle storie non addomesticate capaci di accompagnarci in un terreno del simbolico scevro di intenzionalità moraleggianti ed educative, in cui la tensione morte-vita sono presenti ma non il tema. Con lo stesso principio la morte è stata letta nella suo essere elemento di creazione di un rapporto naturale e circolare col tempo, terreno di indagine sui processi di significazione del proprio vivere da indagare con un approccio tanto speculativo quanto esperienziale. Vista la complessità la scelta è di affrontarlo con domande, e non indicazioni e/o asserzioni, che possano essere spunto per strade personali.

Ragazze e ragazzi 

L’adolescenza è forse il momento in cui la Storia Personale e la Storia Letteraria, riprendendo a prestito questa definizione da Jerome Bruner, hanno il dialogo più concreto: la libertà di poter agire i propri sogni, la creazione dei nuovi rituali e regole e modelli di segmentazione dello scorrere del mondo, a volte il non essere ancora sottomessi a necessità di accettazione di poteri. Ma anche perché l’adolescenza, come ricordato, è un percorso di di trasformazione: della propria idea di infanzia, degli antichi rituali, dell’idea di se, delle forme di relazione con l’alterità.

In questa fase di ridefinizione la morte (ri)entra in gioco e con esso il suo agirla. Per queste e altre motivazioni diventa un’amica eletta con cui i libri per ragazze e ragazzi dialogano naturalmente. Un’adolescenza intesa quindi come un percorso personale di identizzazione che non deve essere un contenitore assolutistico, bensì indicazione di un processo in atto che ognuna e ognuno vive con i propri tempi e sensibilità nel rispetto delle differenti specificità. E’ lo stesso The Body di Stephen King, narrazione centrale del seminario, che ben tratteggia queste differente grazie ai quattro protagonisti del racconto. Dal ragazzo, ancora delle fattezze fisiche infantili, per il quale la morte è un’avvincente avventura slegata dalla vita reale, e che nella vita reale è meglio che non sia presente. A chi invece sembra essere bloccato in un futuro senza futuro da una società che gli ricorda un avvenire segnato, in una morte delle possibilità. O ancora chi la morte l’ha vissuta prematuramente sul proprio corpo, senza però morire realmente, e forse anche per questo continua a sfidarla ciecamente. Ed infine chi soffre della difficoltà adulta dell’affrontare la morte e per questo si trova ad essere fantasma che deve sviluppare una propria escatologia grazie solo ai propri coetanei.

La forma del seminario

Fortemente incentrato su modello relazionale narrativo e con la priorità alle storie l’incontro è stato strutturato sulla narrazione di The body, di Stephen King, intervallato da pause-bivi che hanno permesso di esplicitare alcune delle domande che il racconto pone alla lettrice/lettore. Domande diventate strade in cui cercare altre proposte bibliografiche che hanno permesso di aprire ad una maggiore complessizzazione.

Posso davvero morire?

Una delle modalità di costruzione del relazione con la morte può essere il rapporto con il limite: sondarlo avvicinandosi al proprio cosi da vedere, sfiorare,toccare senza oltrepassare la morte. E’ stata fatta la scelta di investigarlo attraverso il rapporto tra natura, adolescenti, limite considerato uno degli spazi eletti, e ad ora più facilmente credibili, di frequentazione della morte.

Sono state affrontate storie come Nelle terre selvagge di Gary Paulsen, edito per il Battello a Vapore e La bambina che amava Tom Gordon, di Stephen King per Sperling e Kupfer che hanno permesso di interrogarsi sulla morte come percorso di scoperta di se stessi, sul piano complessivo mente-corpo,  e non solo dei propri limiti.

Storie capaci, soprattutto la prima, di ricordarci di quel rapporto circolare tra vita e morte, ben raccontato in La morte addomesticata di Philippe Ariès, e oramai persa quasi completamente nella civiltà occidentale. Storie in cui Brian e Trisha, i due protagonisti, accettano la sfida proponendo modelli attivi e proattivi e mai semplicistici ne supereoistici. Percorsi di iniziazione, anche se privi del mandato adulto e delle figure di accompagnamento al limite del bosco, che ben raccontano di una solitudine davanti alla sfida con la morte ed a come la scoperta di questa avvenga all’improvviso.

Il rapporto con la natura-morte è stato poi affrontato con K di Jiro Taniguchi e Shiro Tosaki, per Panini Comics. Nel graphic novel il protagonista ci pone davanti due modelli di rapporto con la morte. Da un lato il suo essere una naturale presenza, come nella vita del protagonista, dall’altra la volontà di una sfida fine a se stessa quasi a dimostrare di poterla dominare. Una narrazione vicina al processo studiato da Philippe Aries ed alle riflessioni di Edgar Morin.

La narrazione di The body ha permesso di interrogarsi sulle figure degli adulti nella letteratura per ragazze e ragazzi rispetto al tema affrontato. Figure tendenzialmente assenti o negative, spesso per necessità narrative, in questo caso ben rispecchiano un mondo adulto in forte difficoltà rispetto alle domande connesse alla morte ed al confronto con le e gli adolescenti. Difficoltà a cui riporta Joe Lansdale, col suo L’ultima caccia, in cui la coppia di protagonisti si confronta con due figure adulte differenti, che portano ad interrogarsi sul difficile rapporto tra protezione, accompagnamento e rischio.

Un mondo adulto che ha attivato sistemi di controllo e dispositivi finalizzati ad un ipotetico controllo della morte e di una sua epurazione dal linguaggio, dalle pratiche comunitarie, dall’esperienza del quotidiano. Come ci ricorda Rachel, in Pet Semetary di Stephen King, quando urla al marito Louis “non c’è niente di naturale nella morte. Niente. E tu come medico dovresti saperlo.” Una rimozione da un lato e dall’altro una pornografia ed iper esposizione a cui accedono ragazzi e ragazze senza però aver maturato, sovente, un’esperienza diretta ed un bagaglio e competenza narrativa sufficiente per poter trovare un proprio significato . Ecco allora romanzi come Julie dei lupi  di Jean Craighead George per Salani, in cui l’adulto e motivo di fuga della protagonista ed il rapporto con la natura e con la morte la porta a doversi interrogare sui propri bisogni, necessità, identità voluta e che permetterà a Julie di trovare una se stessa in cui vivere. O ancora Lo stregone, di Robert Westall e, seppur di ambientazione urbana, il breve racconto Un gioco da bambini, di James Ballard, capace di raccontare i possibili rischi dell’iper protezione e rimozione con l’infanzia e l’adolescenza.

I quattro protagonisti di The body hanno poi permesso di aprire al rapporto tra morte e consapevolezza del tempo e della Storia. Come mette in evidenza Antonio Faeti nell’introduzione del romanzo di Clive Barker La casa delle vacanze edito Fabbri, riflettere sul tempo ci conduce a riflettere sulla morte. Ed ecco romanzi come Il grande gioco di David Almond e graphic novel come La memoria dell’acqua, aprire al rapporto tra morte e presa d’atto di far parte di una storia più grande. All’interno, ad esempio, dei sistemi relazionali di Urie Bronfenbrenner sia un piano sincronico che diacronico. Storia che è anche costruzione di una società con ruoli, funzioni, simbologie e metafore come ben espresso da Alla fine del mondo, di Geraldine McCaughrean, edizioni Mondadori. Sempre proseguendo sul rapporto tempo-storia-società hanno offerto spunti di analisi romanzi e graphic novel come Thornhill di Pam Smy per Uovonero edizioni e L’estate in cui tutto cambiò, di Penelope Lively, per Guanda. Storie in cui le protagoniste vivono una presa di coscienza di un prima e dopo grazie alle tracce delle vite passate che si snoda su due livelli, quello umano e quello delle terrra. Ha chiuso la breve sollecitazione l’indagine dell’albo illustrato La diga di David Almond-Levi Pinfold per Orecchio Acerbo in cui la morte collettiva di un luogo e dei ricordi rafforza la riflessione sull’essere parte di una storia più grande che può essere spazzata in un istante dagli stessi esseri umani. In una cultura dell’attimo, del qui ed ora, della parcellizzazione del tempo, dove la memoria è di scarso valore sociale, allontanata dai discorsi di potere, spesso data in appannaggio ad estensioni digitali, le opere qui proposte portano a prendere atto di un rapporto spesso mancante nel quotidiano dei ragazzi e delle ragazze senza al quale non è possibile sviluppare un proprio percorso di conoscenza della e sulla morte.

Le domande delle partecipanti hanno permesso delle piccole aperture finali. Tra queste il rapporto su corpo e morte, che è stato affrontato grazie ad un’analisi più attenta della prosa di The Body di King ed a romanzi come Una voce dal lago di Jennifer Donnelly e Il fiore perduto dello sciamano K, di Davide Morosinotto, entrambi per Mondadori. Sul versante fantascientifico-distopico hanno trovato spazio Beauty, di Scott Westerfeld, La dichiarazione di Gemma Malley e Unwind di Neal Shusterman, capaci di porre interrogativi sulle strade che il mondo adulto potrebbe scegliere, o ha già scelto?, per rimuovere la propria paura della morte a discapito degli e delle adolescenti. L’ultima curiosità della partecipanti ha permesso un breve confronto sulla necessità per le e gli adolescenti di sviluppare una propria escatologia esperienziale ed ha chiamato in causa due classici di Aidan Chambers Ora che so e Danza sulla mia tomba. L’incontro si è chiuso con tanti interrogativi nuovi ed una ricca bibliografia che condividiamo.

Saggistica

Jerome Bruner, La ricerca del significato. Per una psicologia culturale, Bollati Boringhieri

Milena Bernardi, Il cassetto segreto. Letteratura per l’infanzia e romanzo di formazione, Unicopli

Valentina Paggi, Quella fune sottile per Terabithia. Raccontare la morte oggi, in Associazione Culturale Hamelin, Contare le stelle, Clueb

Stephen King, Danse Macabre, Sperling & Kupfer

Antonio Faeti, Diamanti in cantina, Einaudi

Philippe Ariès, Storia della morte in Occidente, BUR

Edgar Morin, L’uomo e la morte, Erickson

Enrico Euli, Fare il morto. Vecchi e nuovi giochi di renitenza, Sensibili alle foglie

Raffaele Mantegazza, Pedagogia della morte, Città Aperta

Romanzi e graphic novel

Stephen King, Il corpo, tratto da Stephen King, Stand By Me-ricordo di un’estate, Sperling & Kupfer

Jennifer Donnelly , Una voce dal lago, Mondadori

Davide Morosinotto, Il fiore perduto dello sciamano K, Mondadori

George Jean Craighead, Julie dei lupi,  Salani

James Ballard, Un gioco da bambini, Einaudi

Gary Paulsen, Nelle terre selvagge, Battello a vapore

Stephen King, La bambina che amava Tom Gordon, Sperling & Kupfer

Jiro Taniguchi e Shiro Tosaki, K, Panini Comics

Joe Lansdale, L’ultima caccia, Fanucci

Robert Westall, Lo stregone, Mondadori

Stephen King, Pet Sematary, Sperling & Kupfer

David Almond, Il grande gioco, Salani

Mathièu Reynes-Valérie Vernay, La memoria dell’acqua,Tunuè

Geraldine McCaughrean, Alla fine del mondo, Mondadori

Pam Smy, Thornhill, Uovonero

Penelope Lively, L’estate in cui tutto cambiò, Guanda

David Almond-Levi Pinfold, La diga, Orecchio Acerbo

Kristina Ohlsson, Bambini di cristallo, Mondadori

Ricordati di me, Christopher Pike, Mondadori

Allan Stratton, La casa dei cani fantasma, Mondadori

Scott Westerfeld, Beauty, Mondadori. Tally

Unwind, Neal Shusterman, Fanucci

Gemma Malley, La dichiarazione, Fanucci

Aidan Chambers, Ora che so, BUR

Aidan Chambers, Danza sulla mia tomba, BUR

Sitografia

Milena Bernardi, Letteratura per l’infanzia tra utopia e controllo, disponibile on line al link

file:///Users/emanueleortu/Downloads/Dialnet-LetteraturaPerLinfanziaTraUtopiaEControlloPoeticaA-5372186%20(1).pdf