5 novembre ore 20.30: prossimo appuntamento. La morte perinatale: desiderio fallito e caduta delle aspettative

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Locandina MORETTI

Il prossimo appuntamento per il ciclo di conversazioni sul lutto è in programma per giovedì 5 novembre alle ore 20.30 nell’Aula Magna Drigo dell’Università di Ferrara. L’incontro, dal titolo “La morte perinatale: desiderio fallito e caduta delle aspettative” sarà tenuto da Marilena Moretti, psicologa-pscioterapeuta, assegnista di ricerca presso l’Università di Ferrara.

La relatrice orienterà l’attenzione sulla quella fase della vita dolorosa ed inattesa che può coinvolgere ogni coppia in attesa di un figlio. In queste circostante, il riconoscimento della morte e l’elaborazione del lutto diventano passaggi estremamente faticosi e poco riconosciuti dalla società che velocizza e nega l’accaduto, portando spesso i genitori a banalizzare e minimizzare il loro profondo dolore.

La partecipazione è gratuita, la prenotazione è gradita.

Per informazioni e prenotazioni: 349.3593164, conversazionilutto@unife.it.

In continuità con la tematica esposta, si propone la pellicola AURORA di R. Sepulveda che dopo il Festival di Cannes e di Venezia, colpisce anche al 60° Valladolid International Film Festival (24-31 ottobre 2015, Spagna).

Sofia, insegnante elementare sui quarant’anni che da tempo attende di poter adottare con il marito un bambino, ipotesi forse ormai tramontata a causa dell’età, legge un giorno sul giornale del feto di una bambina abbandonato in una discarica. Immediatamente, il suo desiderio di dare una degna sepoltura a quella che da subito chiama Aurora, si scontra contro gli uomini di legge che dapprima stentano ad accogliere una richiesta che giudicano quantomeno stravagante e quindi devono giudicarla secondo le rigide norme che devono stabilire se la bambina abbia respirato almeno una volta, elemento che distinguerebbe agli occhi del codice un essere vivente da un oggetto.
Tratto da una storia vera, Sofia, sempre più determinata nella sua lotta tenta di spiegare che un corpo trovato in un cassonetto e cremato non lascia tracce. Lei, invece, vuol dare un nome e una sepoltura cristiana per creare un luogo nel mondo dove resti notizia della nascita della persona e dove si possa andare per ricordarla e per portarle fiori.