#7 Bruce Nauman – One hundred Live and Die (1984)

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Bruce Nauman, One hundred Live and Die (Cento volte vivere e morire), 1984 -  http://artesatura.altervista.org/bruce-nauman-linguaggio-neon-art/

Bruce Nauman, One hundred Live and Die (Cento volte vivere e morire), 1984 -
http://artesatura.altervista.org/bruce-nauman-linguaggio-neon-art/

Insieme a Giordano Pariti conosciamo l’ artista statunitense Bruce Nauman.

Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno.“  Fernando Pessoa

Quattro colonne di tubi al neon colorati, 25 locuzioni per ogni colonna, 100 volte vivere e morire: in estrema sintesi è questa la descrizione dell’opera di Bruce Nauman “One hundred Live and Die”.

Le parole “Live” e “Die” si accendono ad intermittenza e delle quattro file di cui è composta l’opera, la prima e la terza fila terminano con Die mentre la seconda e la quarta finiscono con Live; un’alternanza perfettamente bilanciata per i due momenti antitetici dell’esistenza umana.

L’artista statunitense, fin dagli albori della sua ricerca, si è interessato al linguaggio, agli spazi di significato e alle sue implicazioni emotive, usando i più disparati medium per coinvolgere e destabilizzare lo spettatore al confronto con le sue creazioni.

Live and Die (Vivere e Morire) sono presentati nella loro essenza più cruda, più basica: mangia e muori, dormi e muori, ama e muori, canta e muori, etc. A tali coppie si contrappongono altre dicotomie avendo come elemento finale il tema della vita: mangia e vivi, dormi e vivi, ama e vivi, canta e vivi, etc.

Da un lato le azioni del vivere che si estrinsecano nel quotidiano vengono messe in risalto proprio attraverso l’ombra del loro annientamento, senza cancellarne il loro intrinseco valore. Si potrebbe quindi parlare di una continua presa di coscienza che ad ogni nostro atto l’opera della morte è sempre in agguato. Dall’altro, tuttavia, è presente una esaltazione del momento, dell’hic et nunc, che non si cura della fine incombente ma che si eternizza nel suo stesso compiersi.

Le parole scelte non esprimono soltanto azioni ma anche sentimenti e concetti (ama, odia, bianco, rosso, etc.). Sono proposte senza alcun ordine gerarchico in una polarità di senso e, scardinando ogni apparente logica duale, arrivano fino al punto in cui vita si contrappone a vita e morte è contrapposta a morte (Live and Live / Die and Die). Vivere acquista il suo significato nella stessa vita e morire la sua ragione nella stessa morte.

Il neon colorato accende la vita così come la morte; accende le azioni, i sentimenti e i concetti indipendentemente dal loro essere in relazione alla vita o alla morte. Tutto si illumina in un continuo alternarsi di buio e luce, di azione e riposo, di vita e morte.