A Ferrara un progetto di supervisione agli operatori delle pompe funebri

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È partito a Ferrara lo scorso 27 giugno il primo incontro del progetto di supervisione agli operatori delle agenzie di pompe funebri Amsef e Pazzi. Gli incontri di supervisione di gruppo condotti dal dott. Mauro Serio e dal dott. Alessio Grossi consentono agli operatori funerari  di essere accolti nei propri vissuti, senza timore di essere valutati e di confrontarsi con i colleghi in un clima aperto e disponibile, garantito dalla professionalità dei due conduttori esperti. Perché può essere utile una supervisione di gruppo agli operatori funerari? Perché il gruppo, dopo qualche tempo che lavora assieme, può aver definito dei modi di relazionarsi un po’ rigidi, oppure ripetitivi, insomma meno efficaci nell’analizzare le situazioni di lavoro e conseguentemente l’ingresso nel gruppo di un osservatore esterno può apportare una nuova visione delle cose, dei comportamenti, dei modelli di funzionamento del gruppo. Inoltre ci sono situazioni che possiamo definire come “eventi critici”. La risposta ad un evento critico è SOGGETTIVA: non è solo l’evento in sé a creare disagio, ma soprattutto il SIGNIFICATO che quell’evento ha per ciascuno. La risposta individuale in situazioni analoghe può essere diversa in funzione della vulnerabilità personale, del proprio vissuto, dei propri bisogni, del momento particolare della vita. Malgrado si stabilisca una specifica strategia per rimanere “professionalmente distaccati”, emozioni e sentimenti intensi possono mettere alla prova tale distacco. Provare disagio dopo un evento critico è una esperienza umana. Questo tipo di reazione è da considerarsi come una risposta normale a un evento di grande portata emotiva. L’ascolto e la condivisione emotiva fra PARI sono alla base del benessere lavorativo, della sostenibilità professionale e della costruzione di resilienza individuale e di squadra. L’ obiettivo della supervisione emotiva è creare uno spazio condiviso di espressione delle emozioni personali per  facilitare la decompressione emotiva,  la riduzione del senso di isolamento, la condivisione di informazioni utili a fronteggiare lo stress. La supervisione emotiva si basa sull’ascolto empatico, sulla disponibilità e sulla totale riservatezza. Un ulteriore obiettivo della supervisione e’ il miglioramento della qualità di vita e del benessere dell’operatore stesso, evidenziando come l’identità di “lavoratore” venga consolidata dall’espressione di unità e condivisione degli aspetti emotivi e cognitivi del gruppo di lavoro. Tra tali aspetti ne ricordiamo alcuni: sentirsi aiutati nella difficoltà, riconosciuti nelle capacità, ben regolati dalle norme condivise dal gruppo, stimolati verso la solidarietà, la partecipazione, l’autonomia.