Bibliografia

- Andolfi M. D’Elia A. (2007). Le perdite e le risorse della famiglia. Raffaello Cortina Editore, Milano.

le perdite e le risorse della famiglia

Il volume si rivolge principalmente ai professionisti che lavorano con le famiglie sui temi del lutto e della sofferenza. Attraverso lo sguardo dei clinici, il tema – trattato da un punto di vista sistemico – si focalizza sulle potenzialità di crescita e di cambiamento individuale e relazionale, per tutelare ed evitare la disgregazione dei legami familiari che situazioni di sofferenza e perdita possono comportare.

- Bastianoni P., Panizza P. (2013). Un sguardo al cielo. Elaborare il lutto. Carocci Editore,  Roma.

uno sguardo al cielo

Il volume, rivolto a tutti coloro che professionalmente e personalmente sono coinvolti in eventi luttuosi e dolorosi, offre spunti teorici ed esperienziali e permette di avvicinarsi al tema della morte ed al percorso di elaborazione della perdita. Fornisce spunti per riconoscere, comprendere e condividere i vissuti ricorrenti connessi al tema della perdita. Nella prima parte del volume, professionisti affrontano – da diversi punti di vista – alcune tematiche cruciali relative ai processi di elaborazione del lutto (morte del figlio, suicidio, morte sulla strada, ecc); nella seconda parte, la tematica viene affrontata attraverso la realizzazione di un progetto artistico e da una rassegna ragionata.

- Bastianoni P., Panizza P., Catalano L. (2014). Le voci del lutto. Secondo ciclo di conversazioni sull’elaborazione del lutto. Este Edition, Ferrara.

uno sguardo al cielo. le voci del lutto

Il volume raccoglie un ciclo di conversazioni sul tema del lutto organizzate dall’Università di Ferrara in collaborazione con Amsef, agenzia di onoranze funebri. La raccolta,  trattando le tematiche del lutto e della perdita da molteplici punti di vista, si presta per essere letto sia da professionisti che – e soprattutto – da un pubblico più ampio che desidera avvicinarsi con molteplici letture al tema della morte. Il volume si conclude con una breve rassegna bibliografica che offre spunti pratici per chi, nella quotidianità, si trova a gestire la comunicazione della morte con adulti e bambini.

- Bastianoni P.,  Dialoghi ininterrotti: dall’ educazione alla morte al sostegno nel dolore della perdita. Mimesis / Unifestum.

cover-mimesis

Dialoghi ininterrotti è il terzo volume nato dall’esperienza, ormai quinquennale, del progetto “Uno sguardo al cielo. Percorso di avvicinamento all’elaborazione del lutto. Ricco di interessanti riflessioni teoriche e di spunti pratici per professionisti e non che si trovano a sostenere adulti e/o bambini colpiti da un lutto, il testo analizza, secondo prospettive diverse ma tra loro dialoganti, due aspetti specifici: il lavoro del lutto e l’educazione alla morte, entrambi irrinunciabili all’interno di una riflessione individuale, sociale e culturale che sia tesa a restituire alla morte il posto che le spetta quale ultimo segmento della vita che merita di essere custodito e a costruire una cultura dell’accettazione della morte che consenta  a ciascuno di equipaggiarsi per  proporre e sostenere un progetto di vita più autentico e consapevole.

- Bellazzini M. (2017). Il modo in cui la luce. Edizioni Kurumuny

bellazzini

C’è un tipo di luce che non prevede ombre, che non proietta immagini oscure delle cose. È una luce verticale, centrata come da un buco dall’alto, un sole allo zenit per sempre. La poesia di Michele Bellazzini ha a che fare con questo tipo di luce. È fatta di parole chiare, aperte, luminose come sorriso, bacio, e stella, e fiore. Sono le parole di un certo amore per le cose del mondo. Ci sono animi che più di altri sentono di fare parte di un tutto, di un movimento circolare che genera armonia, equilibrio, ordine. (Dalla prefazione di Caterina Serra)

- Campione F. (2012). Teoria e clinica del lutto. Armando Editore, Torino.

teoria e clinica del lutto

Il volume affronta la tematica del lutto da diversi punti di vista, con riferimento ai rituali, alle teorie sul lutto, agli approcci sociali tipici della società contemporanea. Il testo, poi, si concentra sugli aspetti di desiderio ed assenza, disperazione e crescita, movimenti naturali che accompagnano una persona in lutto. In ultima analisi, l’autore sposta l’attenzione sulla “cura del lutto”, sulle diverse tipologie di perdita (suicidio, perdita traumatica, ecc) e sull’analisi di alcuni casi clinici esemplificativi.

- Campione F. (2003). Contro la morte. Psicologia ed etica dell’aiuto ai morenti. Clueb, Bologna.

Contro la morte. Psicologia ed etica dell’aiuto ai morenti

L’autore affronta la tematica prima da una prospettiva storica e filosofica, successivamente orienta il volume sull’importanza della comunicazione con il morente ed i suoi familiari, sulla possibilità di assistenza psicologica in contesti di sofferenza e dolore. Quale aiuto dare al morente? Quale invece ai familiari? Qual è la funzione del volontario nei confronti del morente? Queste ed altre domande troveranno risposta esauriente all’interno del volume.

- Campione F. (2012). La domanda che vola. Rizzoli, Bologna.

la domanda che vola

Il volume, adatto per genitori e per coloro che quotidianamente si prendono cura dei bambini, aiuta gli adulti ad affrontare il tema della morte con i minori. Di fronte ad eventi traumatici ed irreversibili, l’adulto non sa cosa e come rapportarsi con il bambino, quale risposte dare alle domande e se e come parlare dell’evento negativo al bambino. Questo volume cerca di accompagnare adulti e bambini in questo percorso di avvicinamento e condivisione della perdita e della sofferenza. L’autore arriva ad illustrare, oltre gli aspetti di carattere teorico e religioso, la sua proposta di educazione alla morte, distaccandosi, così dal tentativo continuo di tacere sulla tematica tipico della società moderna.

- Campione F. (1990). Il deserto e la speranza. Psicologia e psicoterapia del lutto, Armando editore, Roma.

Il deserto e la speranza .Psicologia e psicoterapia del lutto

L’autore analizza il rapporto tra la vita e la morte, il legame tra amore e perdita ed i sentimenti connessi alla scomparsa di una persona amata e di come il supporto di un professionista può essere di aiuto per superare i momenti di fatica e dolore. Alcuni aspetti toccati nel volume riguardano il senso di solitudine che la persona in lutto si trova ad affrontare, la relazione fra il vivo e chi non c’è più. Il messaggio che viene veicolato dal libro sottolinea l’importanza della continuità del legame d’amore/d’affetto con la perdona perduta.

- Cancrini T. (2002), Un tempo per il dolore, Bollati Boringhieri, Torino.

Un tempo per il dolore

L’autrice – psicoanalista – esplora i temi del dolore, della separazione, della perdita e del senso di colpa che ciascuno di noi può provare nei contesti di vita quotidiana. Cancrini, introducendo numerosi spunti e richiami autobiografici, intreccia i temi di eros e morte in diversi contesti, sia a partire dall’infanzia fino ad arrivare ai contesti terapeutici e psicoanalitici.

- Cassidy J., Shaver P.R. (2010). Manuale dell’attaccamento. Teoria, ricerca e applicazioni cliniche. II edizione. Fioriti Editore, Roma.

manuale dell'attaccamento

Il framework teorico dell’attaccamento ha un ruolo rilevante nel campo sociale, dello sviluppo affettivo-relazionale e nel campo della clinica. Il volume rappresenta lo strumento più articolato ed ampio relativamente alla teorica, alla ricerca ed alle applicazioni cliniche sul tema dell’attaccamento. Offre spunti importanti sul tema, con particolari riferimento sia agli aspetti evolutivi maturativi (infanzia, età adulta, coppia), sia agli elementi di rottura e patologia (separazione, divorzi, morte, psicopatologia).

- Cavallo M. (2016).  Si fa presto a dire famiglia. Editori Laterza

Si fa presto a dire famiglia

Famiglie tradizionali, ricostituite, ricomposte, monoparentali, omosessuali: prendere atto di tutti gli scenari in cui interagiscono oggi genitori e figli è il primo passo per garantire il benessere dei bambini. Dalla quarantennale esperienza di uno dei più noti giudici minorili italiani, quindici storie vere che raccontano come si è trasformato l’arcipelago dei legami affettivi.
Questo libro propone una galleria di storie vere e insieme esemplari: troveremo i casi di Remo e Katia, vittime di una madre anaffettiva e incurante; di Lira, che a otto anni comprende e accetta l’amore omosessuale del padre; di Lina, madre adottiva alla ricerca disperata dei genitori naturali del figlio diciottenne; di zia Flora e zia Rosa, due anziane signore che si prendono cura di una bambina appena nata; di Lucia, vittima di abusi da parte del compagno della madre; e poi di Luca, figlio felice di una coppia omogenitoriale…
Queste e altre testimonianze ci fanno entrare nel vivo delle vite di bambini e famiglie che si affacciano ogni giorno nelle aule del Tribunale per i minorenni, in cui l’autrice ha operato per oltre trent’anni. L’obiettivo è non solo quello di far luce sui cambiamenti profondi della famiglia, ma anche di sollecitare scelte efficaci in tutti coloro che hanno un ruolo educativo verso bambini e ragazzi.

- Cavina M. (2015). Andarsene al momento giusto. Culture dell’eutanasia nella storia europea. Il Mulino, Bologna.

andarsene al momento giusto

L’interesse attuale verso il tema dell’eutanasia è molto elevato, tuttavia Cavina sottolinea come questa pratica fosse già presente in Europa nell’antichità e fino al 1800. L’autore tratteggia le diverse modalità con le quali – in passato – veniva applicata la pratica eutanasia per concedere alle persone un fine vite dignitoso. L’eutanasia, inteso anche come gesto di pietà, si delinea nel tempo come pratica legata a modalità clandestine, rituali religiosi, pratiche sociali e consuetudini istituzionali che permettevano ai pazienti di godere di una “buona morte”.

- Colusso L. (2012). Il colloquio con le persone in lutto. Accoglienza ed elaborazione. Erickson, Trento.

Il colloquio con le persone in lutto. Accoglienza ed elaborazione

Il volume si rivolge in particolare alle persone in lutto, offrendo un approccio basato sul mutuo aiuto. L’autore mette a disposizione numerose informazioni per conoscere il fenomeno del lutto e il suo percorso di elaborazione offrendo una prospettiva teorico-pratica e numerosi strumenti utili di intervento per gli operatori. Particolare attenzione viene dedicata al colloquio ed alle sue funzioni all’interno del contesto specifico del lutto.

-  De Gregori  C.  (2016). Così è la Vita. Imparare a dirsi addio. Einaudi

De Gregori Concita, Cosi è la vita

«Ora che so tutto su come si sono estinti i dinosauri posso sapere com’è morto mio nonno?»

I bambini fanno domande. A volte imbarazzanti, stravaganti, definitive. Vogliono sapere perché nasciamo, dove andiamo dopo la morte, perché esiste il dolore, cos’è la felicità. E gli adulti sono costretti a trovare delle risposte. È un esercizio tra la filosofia e il candore, che ci obbliga a rivedere ogni volta il nostro rassicurante sistema di valori. Perché non possiamo deluderli. Né ingannarli. Siamo stati come loro non troppo tempo fa. In questa intensa, sorprendentemente gioiosa, inchiesta narrativa, Concita De Gregorio ci chiede di seguirla nei luoghi rimossi dal discorso contemporaneo. Funerali e malattie, insuccessi e sconfitte, se osservati e vissuti con dignità e condivisione, diventano occasioni di crescita, di allegria, di pienezza. Non c’è peggior angoscia della solitudine e del silenzio, ma non c’è miglior sollievo che attraversare il dolore e trasformarlo in forza.

- Fava Vizziello, G.M., Feltrin A. (2010). Quando il legame si spezza. I servizi sociosanitari di fronte alla perdita. Cleup, Padova.

Quando il legame si spezza. I servizi sociosanitari di fronte alla perdita

Nel testo vengono analizzati i fattori di rischio e di resilienza psicologica individuale e famigliare di fronte alla morte, con diversi modelli di intervento realizzati con le famiglie, in un lavoro dedicato ad adulti e minori in lutto ivi compreso quello della valutazione-previsione del danno psichico per i bambini ai fini del risarcimento, sia in Italia che negli USA dopo l’11 settembre.
Nei prossimi anni il lavoro sul lutto, sempre meno gestito spontaneamente dai gruppi sociali, richiederà ai servizi impegno e risorse rilevanti e pertanto il nostro lavoro può essere utile non solo agli studenti di psicologia e medicina, ma anche ai professionisti di tutte le professioni di aiuto a cui sempre più verrà richiesto appoggio dalle famiglie provate da perdite in un contesto che non vuole vedere-condividere il dolore e al personale specializzato nel sostegno ai famigliari in tutti i servizi in cui la morte e/o il suo fantasma, accompagnano l’attività di ogni giorno.

- Genna R. (2015). Metti le Ali. Dalla Perdita alla rinascita. Mind Edizioni

metti le ali

A chi non è capitato di perdere qualcuno? All’improvviso tutto cambia e nulla è più come prima: la morte di una persona cara trasforma la nostra esistenza e ci provoca un dolore sconvolgente e paralizzante. Affrontarlo è impresa ardua ma necessaria per riadattarsi a una nuova vita che, inizialmente, sembra impossibile anche solo poter concepire. Tuttavia, la morte porta a galla risorse nascoste dentro di noi che ci aiutano a stabilire un nuovo rapporto con chi abbiamo perso e a ricostruire il senso e la bellezza del nostro essere umani. Si tratta di un percorso di crescita personale, di sviluppo di potenzialità interiori capaci di infonderci nuova forza e di dare nuovi significati alla realtà che ci circonda e alla nostra vita. Questo libro parla della perdita, sì, ma anche della rinascita, quella che viene dalla consapevolezza che chi non è più con noi in questa vita lo sarà sempre dentro di noi, attraverso l’amore di cui siamo capaci. Prefazione di Roberto Cerè.

- Genovese C. (2017). Morte bianca e morte annunciata. Perdita e Per Vita: i «Battiti EssenziAli». Este Edizioni

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Carmela Genovese, che ha scelto il tema del lutto infantile per questo libro, è stata capace di avvicinarsi, riflettere e trattare con profonda sensibilità ed empatia personale, unita alla grande competenza scientifica e professionale, quello spazio temporale così delicato e intenso che sta fra la vita e la morte di un figlio. Tutto ciò con nel cuore il pensiero che Saint Exupery ha espresso nel suo libro “Il piccolo Principe”: “Non so dove vanno le persone quando scompaiono, ma so dove restano”.

- Gramellini M. (2012). Fai bei sogni. Longanesi

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“Fai bei sogni” è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. “Fai bei sogni” è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. “Fai bei sogni” è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.

- Kübler-Ross E. (2001). Impara a vivere, impara a morire.

impara a vivere impara a morire

L’autrice, studiosa del passaggio dalla vita alla morte e delle fasi di elaborazione del lutto, scrive questo piccolo volume per comunicare al lettore il senso dell’esistenza ed il significato della morte. Secondo Kübler-Ross – infatti – per comprendere a pieno la propria vita, diventa necessario gestire ed affrontare il tema della morte ed il significato che per ciascuno di noi riveste nella vita. Solo così, la vita potrà essere goduta e sentita come dignitosa e serena.

- Lieberman A.F., Compton N.C., Van Horn P., Ippen C. (2007). Il lutto infantile. La perdita di un genitore nei primi anni di vita. Il Mulino, Bologna.

Il lutto infantile. La perdita di un genitore nei primi anni di vita

Il volume raccoglie la preziosa esperienza clinica delle autrici ed espone le linee guida adottate all’interno del Trauma Research Project (TRP) presso l’Ospedale di S. Francisco. Questi riferimenti esaminano la presa in carico di bambini vittime di lutto traumatico precoce, le reazioni alle perdita, le complicazioni e le alterazioni nel processo di elaborazione del lutto. Le autrici espongono linee guida per approcci di valutazione ed interventi clinici, offrendo spunti utili per professioni e familiari. Infine, vengono trattati alcuni casi clinici esemplificativi del trattamento adottato all’interno del TRP.

- Manes T. ( 2016). Punto e a capo. La vita dopo il suicidio di mio figlio. Erickson

Punto a capo

È il 20 novembre 2012: un ragazzo di 15 anni si toglie la vita nella sua casa di Roma, legandosi una sciarpa intorno al collo. Si chiama Andrea Spezzacatena, ma il suo nome lo ricordano in pochi perché da subito tutti prendono a chiamarlo “il ragazzo dai pantaloni rosa”, alimentando una serie di allusioni e pregiudizi che per molto tempo peseranno, e ancora pesano, su questa storia. La Procura apre un’indagine, la stampa si scatena nella corsa al colpevole, sul banco degli imputati ci salgono a turno tutti: compagni, insegnanti, genitori, social network. L’ombra odiosa del bullismo e dell’emofobia pesa sulla vicenda, e ancora oggi la verità giudiziaria non è stata chiarita del tutto. In questo libro però non si tratta di questo, non si tratta di cercare colpevoli, fare processi ed emettere sentenze. Non si tratta del figlio che non c’è più, ma della madre che resta. Teresa Manes ci offre la sua testimonianza di sopravvissuta, ci porta, senza retorica, nelle pieghe di un percorso faticosissimo di elaborazione del lutto e ricerca di senso. Chi leggerà le sue parole avendo vissuto un’esperienza simile riconoscerà le stesse ferite, riuscendo forse a sanarle, in parte. Gli altri, più fortunati, si avvicineranno a un’esperienza umana forte e densa, raccontata senza indulgenze, con coraggio ed estrema onestà. Presentazione di Antonio Piotti.

- Marcoli A. (2014). La Nonna È Ancora Morta? Genitori e Bambini davanti ai Lutti della Vita.  Mondadori

La nonna è ancora morta?

Come parlare ai bambini della morte e del dolore? Con le parole più semplici e piane possibili, con favole, immagini e metafore, ci suggerisce Alba Marcoli, per far sì che un lutto non elaborato non ne blocchi la crescita psicologica ed emotiva. Perché «è diverso essere liberi di camminare verso il futuro, anche se con cicatrici e ferite, piuttosto che non riuscire a muoversi per paura di non farcela a sopravvivere». «Perché si muore?», «Perché Gesù è risorto e il nonno no?», «Mamma, ma quando io sarò grande tu sarai vecchia? E quando sarai vecchia, morirai? Allora io non voglio crescere, perché altrimenti dopo tu muori!» I bambini fanno spesso domande sulla morte, mettendo in imbarazzo noi adulti, affannati a trovare risposte che quasi sempre non abbiamo. Tanto più che la morte è oggi relegata nel terreno dell’impensabile, lontana, distante. Invece le perdite fanno parte della vita di tutti e crescere implica un continuo, quotidiano confronto con il dolore e il lutto. Ogni passaggio di crescita è infatti caratterizzato da una conquista, ma anche da una perdita: bisogna perdere il nostro ieri per far spazio al nostro domani. In questo senso, il lutto è evolutivo. Quando però un lutto colpisce la nostra famiglia, se c’è un bambino preferiamo quasi sempre tacere con lui, pensando così di proteggerlo, convinti come siamo che i bambini siano troppo piccoli per capire e vadano protetti dai fatti dolorosi della vita. Ma la loro «beata innocenza» è solo uno stereotipo: se c’è una grave preoccupazione o un dispiacere in casa il bambino, con i suoi sensi all’erta, lo percepisce subito. E sono proprio l’incertezza e la confusione prodotte dal nostro silenzio che più lo disorientano e che rischiano di lasciarlo solo davanti a qualcosa più grande di lui. Quando poi scoprirà la verità, cosa che alla fine inevitabilmente succede, si sentirà per giunta ingannato e tradito da coloro di cui più si fida. Invece, se un bambino che subisce una perdita viene «accompagnato» dagli adulti in modo paziente e rispettoso dei suoi tempi, dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, attraverserà il tunnel di quel dolore uscendone non solo integro ma spesso anche rafforzato. Perché dare un nome ai fantasmi aiuta a contenerli e a renderli tollerabili alla mente. Il suo lutto sarà stato «elaborato» e non rischierà di trasformarsi in un trauma. Perché, come sottolinea Alba Marcoli, a differenza di quanto si crede l’elaborazione di un lutto non consiste nell’accettazione della morte di una persona cara e quindi nell’accettazione della perdita definitiva di un legame d’amore, consiste in realtà nel suo esatto opposto, «nella conquista di un legame interno fatto di ricordi, di emozioni, di un calore che nessuno potrà più portarci via».

- Morpurgo M. (2016). È solo un cane (dicono). Astoria edizioni

 

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 Gambassi è un paesino in Toscana, ignoto ai più. Eppure lì è nato il cane Blasco, recentemente ammalatosi di tumore, e a Gambassi ha trovato rifugio e salvezza la famiglia materna dell’autrice, in fuga dai nazifascisti. Quando Marina Morpurgo mette a fuoco questa strana coincidenza, inizia un bizzarro viaggio nella memoria. Qualcuno ha aiutato la sua famiglia a sopravvivere e qualcuno l’ha aiutata a salvare Blasco, qualcuno si è mostrato solidale e qualcuno no, qualcuno le ha insegnato la speranza e l’elaborazione della perdita. Potrebbe sembrare sacrilego questo accostamento tra salvezza di un animale e salvezza di esseri umani, ma solo per coloro che non comprendono come l’amore – per un cane o per i nonni – possa scavare dentro l’animo dei solchi profondissimi. Non manca il punto di vista dello stesso Blasco, che per esempio non crede di essere andato con la nuova padrona per arcani motivi, ma solo perché, essendo lei cicciotta, è certo di poter ricevere molto cibo. Un romanzo memoir di una scrittrice decisamente ironica, e anche molto di più. Una storia che parla della speranza, della salvezza, delle brave persone, della capacità di lottare.

- Quagliata E. (2013). Quando bambini e genitori sono in ospedale: come parlare della morte con i figli ed elaborare un trauma. Astrolabio Ubaldini Edizioni

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Questo ottavo volume della collana Cento e un bambino tratta di quando un familiare si ammala gravemente o muore: che sia un genitore o un figlio. Spesso gli adulti stessi sono distrutti dal dolore o dalla fatica e non hanno le risorse per occuparsi dei bambini. Non è facile sostenere un figlio nella sua angoscia e dargli l’agio di esprimere le sue paure, fare domande e avere spiegazioni e rassicurazioni. Piuttosto che il silenzio o l’esclusione dei bambini dai lutti, è sempre meglio coinvolgerli per dargli modo di capire e così elaborare la perdita. La collana è rivolta a tutti i genitori ed è composta di volumi monotematici dedicati alle tappe che segnano la vita del bambino e dei genitori: dalla gravidanza fino all’adolescenza. Da una prospettiva psicoanalitica, gli autori, tra i maggiori esperti italiani e stranieri degli argomenti trattati e del lavoro con le famiglie, intendono offrire al genitore un nuovo punto di vista per osservare e comprendere il proprio rapporto con i figli, sostenerli nella crescita e affrontare le aree critiche del loro sviluppo.

- Querzoli S. (2013). Scienza giuridica e cultura retorica in Ulpio Marcello. Loffredo Editore

Ulpio Marcello è stato indubbiamente uno dei grandi giureconsulti del II secolo d.C. Ne sono pervenuti ai moderni resti significativi dell’importante produzione scientifica. L’unico dato certo della sua biografia è però l’appartenenza ai consilia imperiali fra il principato di Antonino Pio e quello di Marco Aurelio. Non mancano tuttavia interessanti testimonianze che consentono di formulare fondate ipotesi sulla sua carriera politica e anche su un possibile rapporto con il maestro di retorica degli Imperatori Fratelli: Cornelio Frontone. Appare comunque indubbio – al di là di questa congettura – che cultura retorica ed elementi propri dell’oratoria forense ebbero un ruolo tutt’altro che secondario nella formazione intellettuale di Marcello. Ad analizzarne alcuni evidenti riflessi sul suo pensiero giuridico è dedicata la parte più ampia di questa monografia

 - Ravaldi C. (2014). Piccoli Principi. Perdere un bambino in gravidanza e dopo la nascita. Officina Grafica

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Questo libro, la cui prima edizione risale al 2007, si rinnova e si arricchisce per offrire informazioni attendibili sul lutto, sui vissuti più comuni delle persone in lutto e per facilitare la riflessione su come sia possibile trovare strategie personali per affrontare una nuova, dolorosa e irreale realtà della perdita di un figlio durante la gravidanza o dopo la nascita. Pensare a una gravidanza avvia il percorso della “genitorialità”, durante il quale la coppia sviluppa e prova emozioni e pensieri specifici sul nuovo bambino. Questo percorso chiamato processo di attaccamento è intrinseco ad ogni gravidanza, è transculturale. Quando la gravidanza si interrompe con la morte del bambino questo percorso viene bruscamente meno, lasciando alla donna e spesso alla coppia il compito di riorganizzare la realtà e il futuro diversamente da quanto atteso e sperato. I genitori costretti a confrontarsi con questo evento sono molti. È molto importante che chi subisce un lutto possa disporre fin dall’inizio di tempo sufficiente e di un luogo protetto, affinché possa riconoscere i suoi bisogni più importanti, ottenere un appropriato supporto su tutti i livelli assistenziali.

- Ricca P. (2005). Il cristiano davanti alla morte. Claudiana, Roma.

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L’autore, teologo, affronta il tema della morte da diversi punti di vista: politico, pastorale e teologico. L’obiettivo è quello di interrogarsi sulla morte per cercare di comprendere meglio il significato ed il valore della vita. Ricca affronta le idee cristiane sul tema e riconosce come la morte – tematica spesso non affrontata e quasi negata (anche dai cristiani stessi) – rischia di diventare un tabù, del quale è impossibile parlare e condividerne il significato più pieno.

- Sandberg S., Grant A. (2017). Option B. Affrontare le difficoltà, costruire la resilienza e ritrovare la gioia. HarperCollins Italia Editore

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Dopo l’improvvisa morte del marito, Sheryl Sandberg era certa che lei e i suoi figli non avrebbero più potuto trovare la vera gioia. “Ero come sospesa nel vuoto” scrive, “un immenso buco nero che ti riempie il cuore e i polmoni, che limita la tua capacità di pensare e ti impedisce persino di respirare”. Poi il suo amico Adam Grant, psicologo e docente alla Wharton Business School dell’Università di Pennsylvania, le disse che esistono azioni concrete che una persona può intraprendere per guarire e riprendersi anche dalle esperienze più devastanti. Non siamo nati con una quantità fissa di resilienza. La resilienza è un muscolo, che ciascuno di noi può costruire e allenare. “Option B” coniuga le intuizioni personali di Sheryl Sandberg con le ricerche illuminanti di Adam Grant su come trovare la forza di andare avanti nonostante le avversità. Partendo dal momento straziante in cui ha trovato il marito, Dave Goldberg, privo di vita sul pavimento della palestra, Sheryl apre il proprio cuore – e il proprio diario – per descrivere il profondo dolore e il senso di isolamento che ha provato subito dopo la sua morte. Ma “Option B” si spinge oltre l’elaborazione del lutto e indaga l’esperienza di persone che hanno saputo superare difficoltà significative come malattia, perdita del lavoro, aggressioni sessuali, disastri naturali, la violenza della guerra. Le loro storie testimoniano la capacità dello spirito umano di perseverare e..di riscoprire la gioia. La resilienza nasce dal nostro intimo, ma anche dal sostegno di chi ci sta intorno:persino dopo le esperienze più devastanti è possibile crescere, trovando un significato più profondo e imparando ad apprezzare di più le nostre vite.

 

- Sbattella F. , Tettamanzi M. (2013). Fondamenti di psicologia dell’emergenza. Edizioni Franco Angeli

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Un quadro dello stato dell’arte sul comportamento umano in situazioni d’emergenza. Un testo in grado di dare fondamento alle scelte operative degli psicologi dell’emergenza e ai nuovi sviluppi che questa disciplina vivace si prepara a costruire.

La comprensione dei processi psichici che interessano le persone e i gruppi coinvolti direttamente e indirettamente in incidenti stradali, aggressioni, disastri antropici o naturali, risulta una priorità per prevenire i comportamenti rischiosi, soccorrere le persone in crisi, ricostruire e riparare i traumi.

All’interno di una società sempre più attenta ai rischi e nello stesso tempo sempre più esposta ai pericoli, la psicologia dell’emergenza negli ultimi anni si è caratterizzata per il suo rapido e importante sviluppo. In particolare, sono state messe a punto e verificate metodologie e buone pratiche; si è diffusa, anche a livello culturale e di opinione pubblica, una buona sensibilità sugli aspetti emotivi, cognitivi e sociali, coinvolti nelle dinamiche interpersonali in emergenza.
Le esperienze realizzate hanno anche sollevato nuove domande, mostrando come le condizioni estreme possano insegnare molto, anche sul funzionamento ordinario della mente e dei gruppi umani.
Il volume traccia un quadro dello stato dell’arte sul comportamento umano in situazioni d’emergenza, evidenziando i nodi critici dei problemi affrontati, le ipotesi avanzate, verificate e scartate dai ricercatori; i risultati su cui attualmente esiste consenso; le domande ad oggi aperte; le metodologie di ricerca più accreditate e i concetti cruciali per riflettere sui problemi affrontati.
Un testo in grado di dare fondamento alle scelte operative degli psicologi dell’emergenza e ai nuovi sviluppi che questa disciplina prepara a costruire.

 - Sgarro M. (2008). Il lutto in clinica e in psicoterapia. Centro Scientifico, Torino.

Il lutto in clinica e in psicoterapia

Il volume, rivolto ai professionisti, presenta modelli teorico-scientifici e le modalità di aiuto al paziente. Gli autori (psichiatri, psicoterapeuti, psicologi) rivolgono particolare attenzione alle risorse, agli aspetti di resilienza, alle capacità di superamento e di adattamento di eventi anche molto gravi. La maggior parte degli individui riesce a superare l’evento luttuoso senza particolari ricadute e danni rilevanti, tuttavia una quota di persone (10-20%) rischia di incorrere in gravi danni che ledono la salute psicofisica dell’individuo. Il volume quindi si rivolge a psicologi, medici, infermieri, assistenti sociali e a tutti coloro che professionalmente si trovano in contatto con situazioni di lutto traumatico ed improvviso.

- Smorti A., Donzelli G.P. (2015). La medicina narrativa in pediatria. Come le storie ci aiutano a capire la malattia. Seid Editori.

la  medicina narrativa

Quando la malattia colpisce l’inizio di una vita, attorno al bambino si raccolgono genitori e pediatri. In casi come questi, ma in generale quando si parla di bambini, non si può comprendere cosa stia succedendo senza sentire la loro voce. Così è stato fatto. Principalmente focalizzato sui racconti di madri ma anche di padri, medici oltre che degli stessi bambini, questo libro parla di storie, del loro studio scientifico, del loro essere la principale forma simbolica con cui la sofferenza può esprimersi. Lo scopo è quello di mostrare come il metodo narrativo usato in campo sanitario, ed in particolare in ambito pediatrico, sia non solo un modo più umano di affrontare i problemi dei pazienti ma anche il metodo più efficace nel cammino verso la loro guarigione ed il mantenimento della salute. La prima parte affronta il significato che ha rivestito portare la narrazione dentro agli ospedali, le ragioni scientifiche e umane di questo cambiamento, le sue conseguenze e i metodi più idonei per studiare questi problemi. La seconda parte presenta i risultati di un lavoro di ricerca di tipo narrativo basata sul modello di “narrazione ripetuta”. Ogni capitolo presenta una casistica diversa sul piano diagnostico ed inizia con una breve introduzione sul tipo di patologia presentata dal bambino. Le narrazioni dei partecipanti vengono quindi analizzate e discusse anche attraverso la presentazione di ampi estratti.