Pandemia oggi

Questa  nuova sezione viene aperta con lo scopo di riflettere sui nuovi significati attribuiti alla vita ed alla morte in seguito all’emergenza sanitaria da Coronavirus. La quarantena, il lockdown, la paura del contagio, la contrazione del virus, l’allontanamento dai propri familiari e dalla propria quotidianità hanno comportato la necessità di rinegoziare significati e modalità di condivisione della gioia, della sofferenza, del cordoglio, del lutto. Essi non sono mai percorsi scontati all’interno di una società, né vengono definiti una volta per tutte, ma vanno costantemente rimodulati nella loro portata ed intensità ad ogni nuovo passaggio, ad ogni nuova sfida umana. Il Coronavirus ha sancito un prima e un dopo nelle relazioni sociali, nella definizione della quotidianità e, in un certo senso, della vita di ciascuno. Lo stesso avviene anche nei confronti della morte, la quale, in questo tempo così poco scontato e dai confini sfumati, viene vissuta con un’apprensione inedita nei confronti della profonda solitudine dell’essere umano che vive la malattia e che a volte, purtroppo, si accinge alla dipartita, ma anche di coloro che restano, costretti per sempre alla memoria di un contatto umano mancato nel momento più duro ed irripetibile. Non c’è una seconda occasione per morire, non possiamo pensare “la prossima volta andrà diversamente”; per questo è necessario affrontare con chi resta la rielaborazione del lutto valorizzando la dimensione del ricordo e della memoria. Un quadro complesso quello che ci proponiamo di affrontare in questa sezione, ma fondamentale per ripristinare, pur nella sofferenza e nella precarietà, le sfumature di una vita che non possono andare disperse nel vortice della paura.

Mi chiamo Monica Betti, sono laureata in Psicologia e in Scienze della formazione primaria e sono un’insegnante in una scuola dell’infanzia statale della periferia di Lugo, in provincia di Ravenna. Nel 2018 ho conseguito il Master in Tutela, diritti e protezione dei minori e, dall’anno successivo, ho iniziato una collaborazione con l’Università di Ferrara. Scrivere è da sempre una mia grande passione: mi piace scrivere cercando di riflettere lo scorrere della vita, le emozioni, la profondità che caratterizza ogni esperienza umana, bella o brutta. Cerco di leggere gli eventi in profondità, provando a coglierne la complessità, elemento indispensabile per poter assumere posizioni di pensiero adeguate e che possano, in ultima analisi, restituire possibili soluzioni e nuove modalità per affrontare con una necessaria speranza il futuro.

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Quando muore una star

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Allego il link ad un breve trafiletto in cui si riporta il messaggio di cordoglio che Gianni Morandi ha pubblicato sulla sua pagina facebook in occasione della scomparsa di Raffaella Carrà. In questi giorni gli articoli e le parole su questa morte improvvisa si moltiplicano e, come sempre, ci inducono ad una riflessione. Le parole di… More »

Le storie che salvano

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Anni dopo mi dissero di averla vista per l’ultima volta mentre imboccava quel viale cupo che conduceva alle porte del Cimitero dell’Est. Faceva scuro e un vento gelido del nord trascinava una volta di nubi rosse sopra la città. Camminava da sola, tremando di freddo e lasciando una scia di passi incerti sul manto di… More »

Mamma Adele e Martina

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“Diglielo alla maestra Monica che cosa facciamo oggi pomeriggio, Martina”. A mamma Adele piace quando è la sua piccola a raccontarci le cose. “Facciamo una torta. E poi la portiamo a Pallina in campagna”. Lo dice con aria finalmente serena, cercando conferma nello sguardo di sua madre che le sorride. Pallina è una cagnolina alla… More »

Il mare restituisce i corpi dei piccoli migranti

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“Da lontano sembra una piccola duna di sabbia. Di quelle che lascia la risacca dopo l’alta marea, quando il mare si ritira e sulla battigia restano detriti o mucchi di alghe. Erano bambini, invece. Un corpicino, probabilmente una neonata, è quasi del tutto seppellito. Indossava una tutina a fiori. Li ha portati il mare dopo… More »

Silence Hate

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Credo che siamo ormai divenuti tutti consapevoli di un’evidenza innegabile: la società contemporanea è caratterizzata da una profonda violenza. Essa corrisponde non solo ad un fatto dalle molteplici spiegazioni sociali e psicologiche ma, dal mio punto di vista, ad una delle molteplici morti che caratterizzano l’umanità attuale. In una rubrica che si occupa da tempo… More »

Le madri che non possono ammalarsi

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Quando Maura sentiva che le stava venendo la febbre cominciava subito a prendere un intruglio non ben specificato di medicine e rimedi naturali. A volte non bastava e ricordo quegli occhi febbricitanti che desideravano solo un letto e il riposo che la vita non aveva potuto concederle. Allora le chiedevo perché non si prendesse qualche… More »

Memorie di un Poeta

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“Sognai di percorrere le strade deserte del quartiere alla ricerca di Blanca sotto il temporale. La pioggia nera crivellava le facciate e il bagliore dei lampi lasciava intravedere delle sagome in lontananza. Una grande carrozza nera si trascinava fra la nebbia. Blanca era al suo interno e urlava battendo sui vetri con i pugni. Seguii… More »

La morte che non fa paura

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A volte pensiamo alla morte come alla morte fisica. Ma oggi sento il bisogno di parlare anche di un’altra morte, di altre morti, che ci riguardano da vicino, ma che non sempre sappiamo vedere. Sono mesi che rifletto su questo tempo in cui siamo vittime e autori di giudizi che vanno oltre il lecito, il richiesto,… More »