Cose dell’ altro mondo # 19

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Gli ospedali di una volta erano costruiti all’interno di parchi, di giardini. Si riteneva, secondo me a ragione, che l’aria salubre la vista degli alberi fosse curativa in sé. Il più grande ospedale di Bologna, il policlinico Sant’Orsola – Malpighi, rammenta chiaramente questa origine. Si può camminare nei vialetti interni, ombrosi, isolati dal traffico circostante, per spostarsi da un reparto all’altro, o cercando l’ambulatorio o la clinica a cui si è diretti. Di questo camminare mi è rimasta un’immagine congelata nella testa, nel cuore: pazienti in pigiama su una scala esterna di ferro, una scala antincendio, che fumano la loro sigaretta. Per consumare il tempo, per trattenere il tempo. Minuti d’aria rubati e poi, quando viene sera, non si torna a casa, si ritorna in reparto a un’altra notte. Con diversi gradi d’incertezza, con diversi gradi di speranza, giorno dopo giorno sigaretta dopo sigaretta. Così anche l’amico che all’epoca andavo a trovare cercava, quando possibile, la sua strada per un balcone, per un’apertura al sole, una scintilla di normalità [gli ospedali moderni non sono così indulgenti: tutti i luoghi dovrebbero avere un’apertura, una possibilità di fuga].

Ogni giorno c’è un esercito su quelle scale, che guarda le foglie dal lato del purgatorio e fuori il mondo a cui provvisoriamente non appartengono più. Mi torna quell’immagine e ci penso. Forza ragazzi! Mettetevi in salvo! A sud! A Sud!

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George (II)

 

Dappertutto gli uccelli parlano

del mio amico George che sta morendo.

Cosa c’entrano gli uccelli con questo?

Nelle loro canzoni fischiate essi dicono: vai al sud

oppure

George, becchettano la sua finestra nel Maine

nella cittadina di Temple,

vai a sud   vieni con noi   salvati!

c’è ancora tempo.

Ma lui si rifiuta di partire

il dolore l’ha intrappolato

il dolore lo trattiene a casa.

 

Ma, se lo si aiutasse? Se i bambini

che dopotutto ha immortalato nelle sue storie

dei loro giochi gioiosi coi cavalli

se i bambini potessero aiutare

se Mabel aiutasse

se smettessero di ascoltare il dolore di George

se vedessero gli uccelli

con che sicurezza di sé raccolgono le loro cose del nord

e riuniscono le loro comunità sciamanti per volare

galleggiare veleggiare

verso giorni più lunghi

a sud   a sud.

 

 

Grace Paley [da Begin Again – Collected Poems, Farrar Straus Giroux Ed. – NY; libera traduzione di M. Bellazzini]