Cose dell’ altro mondo # 21

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“È qui che diventa utile il carattere in generale Evoluzionistico o Storico del pensiero europeo moderno (in parte opera nostra).  Il Nemico ama le banalità. Di un modo d’agire che venga proposto Egli desidera che gli uomini si facciano domande semplicissime: è giusto? è prudente? è possibile?

Orbene, se riusciamo a mantenere gli uomini in queste altre domande: ”Si accorda con la tendenza generale del nostro tempo? È progressista o reazionario? È la strada per la quale è incamminata la storia?”, essi trascureranno i problemi importanti. E le domande che di fatto fanno non sono, naturalmente, suscettibili di risposta; poiché essi non conoscono il futuro, e il futuro dipende in gran parte proprio da quelle scelte che ora essi invocano il futuro di aiutarli a fare.

Come risultato, mentre la loro mente ronza nel vuoto, a noi si offrono le migliori occasioni per scivolarvi dentro, e per piegarli a quell’azione che noi abbiamo deciso. Ed è già stato fatto un grande lavoro. Una volta essi sapevano che alcuni mutamenti erano per il meglio, altri per il peggio, altri indifferenti. Noi abbiamo in gran parte rimosso questa conoscenza. All’aggettivo descrittivo “immutato” abbiamo sostituito l’aggettivo emotivo “stagnante”.

Li abbiamo educati a pensare al Futuro come a una terra promessa che eroi favoriti riescono a raggiungere, non come qualcosa che ciascuno raggiunge alla velocità di sessanta minuti l’ora, qualunque cosa faccia, chiunque egli sia.

Tuo affezionatissimo zio

                                          Berlicche”

[da Le lettere di Berlicche, di C.S. Lewis, 1942; trad. di A. Castelli, Oscar Mondadori]

Nella precedente uscita di Cose dell’altro mondo avevo promesso ulteriori istruzioni. Eccole:

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Istruzioni per abbracciarsi

 

L’universo non ha un centro,

ma per abbracciarsi si fa così:

ci si avvicina lentamente

eppure senza motivo apparente,

poi allargando le braccia,

si mostra il disarmo delle ali,

e infine si svanisce,

insieme,

nello spazio di carità

tra te

e l’altro.

 

Chandra Livia Candiani

[da “La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore”, Torino, Einaudi, 2014]

 

di Michele Bellazzini – Astronomo, lavora come primo ricercatore all’Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna