Elaborare le perdite.Eventi di commemorazione a due anni dal terremoto-Cento

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Elaborare le perdite

“Nel terremoto si fa esperienza della fine”:  le case crollano, l’economia è in ginocchio,i legami si spezzano a causa della perdita di alcuni cari, il senso di appartenenza e l’identità di ciascuno risultano fortemente minati.

L’iniziativa “Elaborare le perdite.Eventi di commemorazione a due anni dal terremoto” che si terrà a Cento a partire dal 12 maggio offrirà spunti di riflessione sul senso della perdita causata da eventi cosi traumatici e sulle possibilità di elaborarla, avviando processi di ri-costruzione e ridisegnando nuovi progetti di vita.

Nell’ambito dell’iniziativa sono previste 3 conferenze con proiezioni filmiche:”Elaborare la perdita di un figlio”, con Paola Bastianoni, docente di psicologia dinamica presso l’ Università di Ferrara e responsabile scientifico del progetto “Uno sguardo al cielo-Percorso di avvicinamento all’elaborazione del lutto”;”Comunicare la morte ai bambini”con Chiara Baiamonte, psicoterapeuta, e l’incontro per la  presentazione del libro  “Uno sguardo al cielo.Elaborare il lutto”  con la partecipazione di Paolo Panizza, amministratore unico di Amsef, degli autori, e di Stefano Ravaioli, giornalista di Telestense.Il volume, rivolto non solo agli addetti ai lavori -psicologi/psicoterapeuti- ma a tutti coloro che di recente e/o nel passato sono stati colpiti da eventi dolorosi e drammatici come la morte di un congiunto/ di un amico di una persona significativa e realizzato grazie al contributo di diversi professionisti, si pone  l’obiettivo di offrire un percorso teorico ed esperienziale che consenta a chi sta attraversando un lutto o semplicemente a chi vuole avvicinarsi al tema della morte, di riconoscere, comprendere ed empatizzare con i vissuti più ricorrenti legati a eventi drammatici ma universali che accomunano tutti gli esseri umani.

Sarà inoltre allestita la performance artistica di Giordano Pariti dal titolo “Aquae motus”:un invito, rivolto a tutta la comunità di Cento, a scrivere o rappresentare con l’acqua le sensazioni legate ai giorni ingrati del terremoto.

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