Cento giorni a Palermo

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Regia: Giuseppe Ferrara

Genere: Drammatico

Tipologia: Vittime della mafia

Interpreti: Stefano Satta Flores, Giuliana De Sio, Lino Ventura, Arnoldo Foà, Andrea Aureli

Origine: Italia

Anno: 1984

Trama: La ricostruzione dei cento giorni del generale Dalla Chiesa come prefetto di Palermo. Vincitore sul terrorismo, viene inviato in Sicilia per sconfiggere la mafia. S’impegna con la consueta energia, ma il governo lo lascia solo, i pieni poteri richiesti non arrivano, gli ostacoli si moltiplicano. Con imprudenza il generale rifiuta la scorta e si fa accompagnare dalla moglie in auto, finché il 3 settembre ’82 scatta l’agguato e Dalla Chiesa e la moglie vengono trucidati. Inquietante spaccato di una società, non solo siciliana, inquinata dalle connivenze con la mafia.

Recensione: Palermo, giugno 1982. I cittadini del capoluogo siciliano attendono con fiducia e speranza l’arrivo del nuovo prefetto, nominato direttamente dal capo del Viminale Virginio Rognoni (Foà). Non si tratta di un semplice membro degli apparati dello stato, ma del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (Ventura), conosciuto in tutto il paese per il decisivo contributo che ha dato alla lotta contro l’eversione rossa. Sue sono infatti le operazioni che avevano portato all’arresto dei capi delle BR Curcio e Franceschini nel 1974 e il blitz di via Fracchia che, sei anni più tardi, aveva causato la decapitazione della colonna genovese delle BR. Ad accompagnare il generale è la sua giovane seconda moglie Emanuela Setti Carraro (De Sio), mentre a introdurre Dalla Chiesa negli ambienti civili e militari della città ci pensa il fido capitano Fontana (Satta Flores). Palermo è stanca e impaurita dagli ultimi efferati omicidi eccellenti come quelli di Boris Giuliano, Piersanti Mattarella e Pio La Torre, per questo i palermitani vedono in Dalla Chiesa la loro ultima speranza. Speranza che, come reciterà poi una celebre scritta su un muro, morirà cento giorni dopo. Questo di Ferrara segna una delle ultime grandi interpretazioni di Ventura, francese d’adozione ma parmense di nascita, e del grande e purtroppo dimenticato Satta Flores. Per le sue ricostruzioni storiche il regista toscano è sempre attento ai dettagli, a cominciare dalla somiglianza fisica degli attori con i personaggi che interpretano e con Ventura e Foà, Ferrara va vicino alla copia conforme. Non mancano gli stereotipi tipici dei film di mafia, ma Ferrara riesce comunque a cavarsela, confezionando un prodotto dignitoso, realizzato sull’onda emotiva di quell’efferato omicidio che vide cadere il generale, sua moglie e un agente di scorta. Nel cast anche Adalberto Maria Merli, sempre a suo agio nei panni di losco individuo, e Lino Troisi in quelli di Pio La Torre. Scheda a cura di Umberto Berlenghini.