Ground zero 13 anni dopo

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11 settembre 2014

A Ground Zero regna il silenzio, c’è solo il suono dei passi di chi porta le corone funebri: è l’11 settembre, e per la tredicesima volta New York e l’America ricordano l’attentato del 2001.L’area aperta normalmente al pubblico è stata chiusa per permettere ai familiari di partecipare alla cerimonia di commemorazione. Verranno letti fino a sera inoltrata, i nomi di tutte le vittime. Quest’anno, per la prima volta, c’è il museo-memoriale inaugurato a maggio.

La storia racconta

11 settembre 2001

Alle 8.45 e alle 9.03 , ora di New York, due aerei partiti da Boston e diretti a Los Angeles, dirottati da terroristi di Al Qaeda, vengono scagliati, uno dopo l’altro, sulle torri gemelle del World Trade Center di Manhattan.  Le Twin Towers, in fiamme, crollano poco dopo. Il sindaco di New York, Giuliani parla di oltre 20.000 vittime. Mentre New York è ancora in preda al terrore, un terzo aereo dirottato viene fatto precipitare sul Pentagono a Washington, mentre un quarto viene abbattuto in Pennsylvania prima di raggiungere il suo obiettivo. E’ una tragedia che lascia tutto il mondo con il fiato sospeso e sotto shock.Tra panico, confusione e tentativi di evacuazione, migliaia di persone assistono impotenti e incredule, assieme a milioni di persone in diretta televisiva, al crollo delle due torri, a 15 minuti di distanza l’una dall’altra. Quasi tremila persone, tra cittadini e soccorritori, sono intrappolate lì dentro. New York si risveglia sotto le macerie, il 12 settembre. E con lei, l’animo dell’America.

Dalle macerie, la rinascita

Le Torri gemelle svettavano nella skyline dell’isola, erano i due edifici più alti: inaugurati il 4 aprile1973, avevano 110 piani ciascuno e superavano i 410 metri.
Dopo l’attentato,i lavori di sgombero di Ground Zero sono terminati nel maggio del 2002. Dal 2006 è iniziata la ricostruzione di tutto il complesso : il progetto è stato ideato dall’architetto polacco-americano Daniel Libeskind, mentre il progetto del giardino con le due vasche d’acqua, il “Reflecting Absence”, è stato realizzato dall’israeliano Michael Arad e dell’americano Peter Walker, che hanno vinto la competizione nel 2006.
I due architetti hanno pensato a due grandi fontane quadrate di granito, scavate fino a una profondità di quattro metri, in corrispondenza del sito su cui sorgevano le Torri gemelle. L’acqua scorre lungo le quattro pareti inclinate verso una grande vasca interna, che al centro presenta un’apertura a sua volta quadrata. Lungo il perimetro delle fontane, sul bordo, sono incisi nel bronzo i nomi delle vittime. Tutto intorno, c’è la Memorial Plaza, uno spazio lastricato di granito, piantumato con centinaia di querce bianche. A maggio 2014, invece, Barack Obama ha tagliato il nastro del nuovo Museo sorto dentro la Memorial Plaza, con all’interno i nomi e le fotografie delle persone che hanno perso la vita o sono disperse.
Non è stato possibile, infatti, identificare con certezza tutte le vittime: i loro nomi sono lì, incisi nel bronzo, lungo il perimetro delle vasche. E impressi nel ricordo del mondo intero.