Sara Cesari dopo quattro anni dalla sua morte vive ancora nel ricordo di chi l’ha conosciuta, apprezzata ed amata

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Sara Cesari, il 7 Giugno 2014 ha salutato come tutti i giorni i nonni con cui viveva a Consandolo dall’età di undici anni dopo la separazione dei genitori, ma non ha più potuto rivederli ed abbracciarli.

Era andata ai Lidi Estensi dove lavorava come barista per aiutare i nonni e i fratellini e mantenersi agli studi, ma non è più tornata.  D’ inverno lavorava in un Pub ad Argenta.

E’ morta annegata a solo vent’anni imprigionata nella sua Lancia Y nel canale di via Mondonuovo nelle Valli del Mezzano. Un canale crudele, avido: sette morti in solo settanta giorni.

Una brava ragazza Sara. Solare, responsabile, impegnata a costruire il suo futuro. Si era diplomata in Ragioneria a Portomaggiore e frequentava Scienza dell’Insegnamento presso l’Università di Ferrara con profitto. Il progetto “Uno sguardo al cielo”, diretto dalla  prof.ssa Paola Bastianoni (di Unife), ha istituito, a suo nome, una borsa di studio per i corsisti del Master “Tutela, diritti e protezione dei minori” per la miglior tesi sul tema “Educazione della morte e sostegno nel dolore della perdita”.

Sara continuerà a vivere nel ricordo di chi l’ha conosciuta, apprezzata ed amata.