La comunicazione della morte ai bambini

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Nelle due serate di Venerdi 27 Novembre e Venerdì 4 Dicembre 2020 si sono tenuti i due webinar sul tema della comunicazione della morte ai bambini condotti dalla prof.ssa Paola Bastianoni. I due seminari hanno inaugurato il ciclo di webinar gratuiti sul lutto promossi da Uno sguardo al cielo. Gli incontri condotti dalla prof.ssa Paola Bastianoni si sono concentrati su un tema emotivamente complesso per gli adulti, che richiede una riflessione personale su come si posizionano gli adulti rispetto alla morte per comprendere se e come riescono a parlarne ai bambini. Questi posizionamenti, a loro volta,sono strettamente correlati alle modalità con cui la morte è stata affrontata ed elaborata nel corso della propria vita (Bowlby, 1989; Bertolucci, Ferrandi; 2015; Testoni, 2016). Durante i webinar sono stati affrontati, nello specifico, gli atteggiamenti più diffusi adottati dagli adulti di fronte al tema della morte: l’atteggiamento evitante/distratto, quello inclusivo e infine l’atteggiamento rivolto all’accettazione del mistero della morte (Campione, 2012). L’atteggiamento evitante è quello principalmente rivolto a “distrarre” il bambino dalla morte, a separarlo da tutti gli eventi prossimi alla perdita: il commiato dal morente, il saluto alla salma, il funerale, la visita al cimitero. Questa strategia, che sembra adattiva a breve termine perché, nell’intenzione dell’adulto, preserva il bambino dal dolore della perdita, tuttavia determinando l’esclusione del minore dalla partecipazione all’evento e negando la condivisione dei nuclei affettivi ed emotivi più profondi, relega il piccolo ad una condizione di estrema solitudine. Gli adulti che l’adottano sono persone che non riescono ad affrontare la morte, la vivono come un tabù, un dolore da evitare perché troppo potente(Choen, 2002; Navarini, 2003; Iaquinta, 2019). Il secondo approccio, meno diffuso per frequenza, è quello che invece mira ad integrare la morte con la vita, accettando il dato di realtà: in questo caso gli adulti, per professione o per esperienza di vita, hanno imparato a fronteggiare la morte e ritengono che l’autenticità sia il principio guida da adottare nella comunicazione con i bambini partecipi della perdita di una persona a loro cara. Essi non temono di affrontare con i bambini i contenuti, i vissuti e le emozioni legati alla morte, in quanto legittimano la possibilità di sostare nel dolore. Sono adulti che riescono ad affrontare il lavoro del lutto e ad accompagnare i loro bambini nelle diverse emozioni e fasi che l’elaborazione del lutto comporta. Infine, esiste un terzo atteggiamento che accomuna le persone  che non negano la morte, la includono nella vita e sono disposte ad accettare il mistero ad essa legato, integrando nel messaggio educativo rivolto ai bambini, il dubbio strutturale che la morte induce come  evento  di per se’ imperscrutabile. Nel corso del seminario sono state date informazioni specifiche relative anche alle diverse rappresentazioni della morte in età evolutiva, che variano a seconda delle tappe di sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini. I piccoli transitano  dall’idea della morte come un evento reversibile, non universale e che non li coinvolge all’idea della morte come un evento irreversibile, universale e che ha cause specifiche, inclusa una dimensione magica, fino ad approdare all’idea matura del lutto inteso come evento irreversibile, biologico a carattere universale (Lamberto, 2005; Aringolo, Di Giunta, 2014). Nello specifico, sono state  definite le modalità più appropriate per parlare ad un bambino della morte, a partire dalle fasi più precoci dell’esistenza, ossia quando la perdita di un adulto significativo può diventare un evento altamente disfunzionale in termini evolutivi e adattativi. Queste modalità sono definite in funzione di una lettura attenta delle domande latenti o esplicite che un bambino si pone o rivolge all’adulto, in relazione ai vissuti emotivi predominanti che vengono elicitati dagli eventi luttuosi, tra cui la rabbia, la paura, l’angoscia e il senso di colpa (Oppenheim, 2004, Varano, 2012). La partecipazione del pubblico è stata numerosa coinvolgente e ricca di contributi personali. Per chi fosse interessato ad approfondire la letteratura specifica, oltre alla breve bibliografica inserita in fondo al testo e per chi volesse consultare gli albi illustrati pensati e realizzati per ogni fascia di età si rimanda alla specifica sezione di questo stesso sito ( bibliografia bambini ).

Bibliografia di approfondimento

Aringolo, K., & Di Giunta, L. (2014). L’esperienza del lutto in età evolutiva nel lavoro clinico cognitivo-comportamentale. Quaderni di Psicoterapia Cognitiva.

Bastianoni, P. (2016). Dialoghi ininterrotti: dall’educazione alla morte al sostegno nel dolore della perdita. Mimesis.

Campione F. (2012), La domanda che vola,EDB

Bertolucci, F., Ferrandi C. (2015). Elaborazione del lutto. uno studio di psicologia clinica. Stameneditore

Bormolini, G. (2014). Abbattere il tabù: una nuova sfida per cambiare sguardo sulla morte e sulla vita. Abbattere il tabù: una nuova sfida per cambiare sguardo sulla morte e sulla vita, 120-126.

Bowlby, J. (1989). Una base sicura, applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. cur. M. Magnino. Ed. Raffaello Cortina.

Iaquinta, T. (2019). Persona e sofferenza. Quando l’educazione si spinge in luoghi inaccessibili. PEDAGOGIA OGGI, 17(1), 355-368.

Lamberto, A. (2005). Il lutto infantile e giovanile: come i bambini ei ragazzi vivono la morte delle persone care. CVS.

Lamberto, A. (2005). Il lutto infantile e giovanile: come i bambini ei ragazzi vivono la morte delle persone care. CVS.

Moretti, M. (2011). La perdita di una figura di attaccamento nell’infanzia: fattori di rischio e vulnerabilità nell’elaborazione del lutto.

Navarini, G. (2003). S. Cohen,” Stati di negazione. La rimozione del dolore nella società contemporanea”, 2002. Rassegna Italiana di Sociologia, 44(3), 468-470.

Oppenheim, D. (2004). Dialoghi con I bambini sulla morte. Le fantasie, i vissuti, le parole sul lutto e sui distacchi. Edizioni Erickson.

Pellai, A., & Tamborini, B. (2011). Perché non ci sei più? Accompagnare i bambini nell’esperienza del lutto. Con DVD. Edizioni Erickson.

Previtali, G. (2019). Morte in diretta. Spettacolarizzazione e uso politico di un tabù visivo.

Testoni, I. (2016). Psicologia del lutto e del morire: Dal lavoro clinico alla death education. Psicoterapia e Scienze Umane.

Varano, M. et al (2012). Come parlare ai bambini della morte e del lutto.

Report redatto dalla dott.ssa Gisele Ronga