La piovra

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Regia: Damiano Damiani

Genere: Giallo

Tipologia: Vittime della mafia

Interpreti: Michele Placido, Barbara De Rossi, Florinda Bolkan, Pino Colizzi, Flavio Bucc

Origine: Italia

Anno: 1984 – Prima puntata

Anno: 2001 – Ultima puntata

Stagioni: 10

 

 

Trama: La storia della prima serie è ambientata in una città della Sicilia (Trapani, che però non verrà mai nominata); qui viene trovato assassinato il commissario Marineo, capo della squadra mobile della locale Questura. Tutto lascia supporre si tratti di un delitto di mafia. Il posto del commissario assassinato viene preso dal commissario Corrado Cattani, interpretato da Michele Placido. Con il suo arrivo da Milano, le indagini sul delitto Marineo subiscono un’impennata. Il nuovo commissario non si fida di nessuno e s’insospettisce del comportamento reticente di alcuni collaboratori. Parte così la serie destinata a dare vita ad una delle saghe televisive più celebri della tv italiana.

Recensione: Particolarmente importante è l’evoluzione narrativa con la quale viene raccontata l’espansione dei molteplici tentacoli della criminalità organizzata che danno il titolo all’opera: si passa dai traffici locali ed internazionali di droga in una Sicilia egemonizzata ed insaguinata dalla mafia della prima miniserie alla loggia massonica (dal nome Itala) ed agli apparati statali deviati della seconda, ambientata nella Roma dei palazzi del potere; nella terza miniserie lo scenario si apre a ventaglio raccontando gli affari della mafia finanziaria delle banche internazionali e dei traffici illegali di armi e scorie nucleari, il cui centro operativo invece è per lo più a Milano e nel nord Italia. Il contesto si intensificherà nella quarta miniserie, alla fine della quale il commissario Corrado Cattani (Michele Placido) verrà ucciso, in quanto venuto a conoscenza di scomode e scottanti verità. Le intricate vicende di politica, finanza, massoneria, corruzione e criminalità organizzata che venivano raccontate anche ne La piovra 5 – Il cuore del problemaLa piovra 6 – L’ultimo segreto e La piovra 7 – Indagine sulla morte del commissario Cattani si ispiravano alle vicende politiche e di cronaca di quegli anni e, cosa piuttosto pericolosa, insinuavano il dubbio legittimo che la mafia non fosse solo quella degli uomini d’onore, dei picciotti e dei killer, ma un fenomeno molto più complesso, articolato e terribile, ed infatti generarono parecchie polemiche politiche nonché fortissime pressioni per far concludere la saga, nonostante questa continuasse ad avere un grandissimo successo di pubblico e critica, anche a livello internazionale. È proprio a causa di tali pressioni politiche che sono dovute le parentesi de La piovra 8 – Lo scandalo e La piovra 9 – Il patto ambientate non più in epoca contemporanea bensì ai tempi della mafia latifondaria e contadina degli anni cinquanta e sessanta, prevalentemente incentrate sulle vicende private dei protagonisti, piuttosto che sugli affari di Cosa Nostra e quasi completamente distaccate rispetto agli altri capitoli della saga. Infine con La piovra 10 (trasmessa su Rai 2 anziché su Rai 1 come le precedenti) si cerca di tirare le fila di tutti gli argomenti lasciati precedentemente in sospeso alla fine della settima miniserie e di dare una lettura della mafia attuale.

La piovra è una serie televisiva italiana andata in onda complessivamente in dieci miniserie dal 1984 al 2001. Le miniserie sono state dirette da vari registi che si sono succeduti: Damiano Damiani nella prima miniserie, Florestano Vancini nella seconda miniserie, Luigi Perelli dalla terza alla settima e di nuovo nella decima miniserie, e Giacomo Battiato dall’ottava alla nona miniserie. Le musiche sono state realizzate da Riz Ortolani nella prima miniserie, da Ennio Morricone dalla seconda alla settima e nella decima miniserie, e da Paolo Buonvino dall’ottava alla nona miniserie. Le dieci miniserie hanno ottenuto grandi consensi di pubblico (una media di 10 milioni di spettatori e punte di 15 milioni) e sono state esportate con altrettanto successo in oltre 80 nazioni. Ancora oggi è considerata la serie televisiva italiana più famosa nel mondo.