Lettera a un adolescente

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Ciao!

Questo periodo è veramente allucinante, paradossale: non abbiamo mai vissuto nulla di simile… e personalmente, me ne sto rendendo conto lentamente. Fino alla scorsa settimana, quando le indicazioni e disposizioni non erano ancora così estreme, ero una di quelle che prendeva in giro gli “allarmisti”, le persone che vedevo passare con la mascherina, gli amici che si salutavano con diffidenza. Ero una di quelle che si lamentava di non poter lavorare e quindi guadagnare, una di quelle che “vabbè alla fine è un’influenza come un’altra”. Ero una di quelle che andava a fare aperitivo nei pochi posti rimasti aperti. Ti dico tutto questo perché oggi io me ne vergogno, e forse ho bisogno di ritrovare in te un po’ di comprensione. Immagino che anche per te non sia stato facile capire che questa è una situazione che va presa sul serio, una situazione in cui a te singolarmente è richiesto di fare la tua parte, che è importante e fa pare di un tutto. In questi ultimi giorni posso ascoltare di più la radio, e così ho avuto il giusto tempo per riflettere su quanto sia importante contribuire al benessere di tutti, e su quante persone stanno soffrendo anche per colpa di chi prende le cose alla leggera, e sul fatto che se tutti collaboriamo in maniera consapevole le cose si sistemeranno prima. Ho pensato che siamo privilegiati. Siamo privilegiati ad essere chiusi nella nostra solida casa con tutte le nostre cose attorno, e non in fuga da una guerra che distrugge la nostra terra e la nostra gente. So che riesci a capirmi, e non voglio dire che “siamo fortunati”. Ho pensato che siamo privilegiati perché, in questa situazione drammatica per molte persone – chi è malato e chi cura – io e te non siamo malati e non siamo in ospedale, in after da settimane (e sicuramente non perché siamo in festa) a fare il possibile per salvare gli altri. E adesso mi arrabbio con chi prova in tutti i modi ad aggirare le regole che tutti siamo chiamati a rispettare, e non da un dittatore ma dal bene comune. Siamo privilegiati perché ci è stato regalato IL TEMPO: pensaci un po’. Pensa ai momenti in cui ci si sente sopraffatti dalle cose che ti stanno attorno, a quando ci si sente con l’acqua alla gola perché non si ha avuto abbastanza tempo per studiare quel capitolo, a quando sembra che tutto corra molto più veloce di te. E ti chiedo di dare valore a questo tempo finalmente vuoto. Puoi riempirlo di riflessioni, di cultura, di film che non hai mai visto e di libri che non hai mai letto; puoi riempirlo di famiglia e puoi riempirlo di cura di te. Da un lato, sono convinta che faccia bene a tutti noi vivere veramente un momento critico tutti assieme (nella distanza), e che non sia la solita notiziona del momento che svanisce nel nulla mente siamo tutti così presi a rincorrere chissà cosa. E poi voglio dirti che, sembrerà stupido, ma se decidiamo di sfidarci in questa situazione a dedicarci a noi stessi veramente…. quando tutti saremo liberi di ritrovarci e riabbracciarci, saremo diversi e proveremo una gioia nuova.

Ti ringrazio per avermi letta

Caro/a ragazzo/a,

innanzitutto come stai?
So che questo per te come per tutti noi ragazzi non è un periodo facile, abituati ormai ad una routine quotidiana, ad andare a scuola, ad uscire con gli amici e passare poche giornate chiusi in casa, ora invece ci troviamo in questa situazione, in cui dobbiamo, per il nostro bene, ma anche per quello degli altri, stare chiusi in casa. Questo probabilmente starà stravolgendo la tua vita, non saprai come passare il tempo, ora che ne hai molto libero, e magari ti annoierai; io credo che tu possa trovare qualcosa che renda meno pesanti queste giornate. Per esempio potresti dedicare questo tempo libero a te stesso/a, alle tue passioni, all’ascolto di nuova musica, alla visione di qualche film o serie tv, alla lettura di un libro, potresti allenarti facendo degli esercizi, oppure potresti iniziare ad imparare una nuova lingua o a suonare uno strumento musicale. Se senti la mancanza dei tuoi amici, potresti chiamarli o videochiamarli, così da potergli parlare sempre rispettando lo stare in casa, so che non è la stessa cosa, ma è sempre un buon modo per combattere la distanza; fortunatamente viviamo in un’era tecnologica ed i mezzi per comunicare non mancano quindi è giunta l’ora di sfruttarli al massimo.
Ora come ora dobbiamo pensare positivo, questo brutto periodo passerà e dopo sarà solo un ricordo, ne usciremo e potremmo fare tutto quello che non abbiamo potuto fare in questi giorni, magari anche prestando più attenzione a tutto quello che ci succede, senza darlo troppo per scontato, come forse facevamo prima.
Ricordati che non sei solo/a, ricordati anche che l’unione fa la forza quindi sii forte perché andrà tutto bene.
Con affetto

Caro/a ragazzo/a,

Vivi un’età in cui pensi di essere invincibile o direi quasi “immortale”. So che vuoi essere trattato come un adulto e ti tratterò come tale, ma tu in cambio ti devi comportare come un adulto. Stiamo vivendo un momento buio della storia del nostro paese, di grande paura e confusione. Quello che caratterizza questo momento principalmente è il fatto di non sapere cosa stia succedendo o cosa sia questo virus di cui tutti parlano continuamente. Ci dicono “state a casa” ma tu non capisci, “perché devo stare a casa se questo virus colpisce principalmente anziani o persone con patologie?” Proverò a spiegartelo io : il virus è molto contagioso. Può accadere che tu esca, lo contragga e guarisca presto, forte e giovane come sei. Ma essendo fortemente contagioso, può accadere che tu lo contragga e lo diffonda a persone che purtroppo non sono forti e giovani come te. Ci sono persone anziane con un sistema immunitario precario , ci sono persone che hanno patologie respiratorie croniche, e ci sono persone chiamate “immunodepresse” che hanno difese immunitarie molto deboli e compromesse. Queste persone potrebbero essere anche giovani come te. Queste persone potrebbero far parte della tua famiglia. Queste persone potrebbero non farcela. Per questo, dobbiamo stare a casa. Per evitare che queste persone stiano male, per evitare che queste persone si ammalino. In casa possiamo leggere un libro, guardare un film o una serie tv. Possiamo parlare con i nostri genitori come non facevamo da tempo. Possiamo fare un puzzle o giochi di società divertenti. Gli amici e i parenti lontani si possono sentire via internet, con un messaggio o una videochiamata, questo è un grande vantaggio della nostra epoca. Possiamo avere l’occasione di recuperare quelle materie che proprio non ci vanno giù. Possiamo fare tante cose che abbiamo dimenticato ci facessero stare bene, nel corso di una vita frenetica e nel periodo particolare della vita che stai attraversando.Stando in casa fai la tua parte, diventi responsabile. Fai L’adulto. Io mi fido di te.

Ciao! #iostoacasa.