Presentazione Libri d’ Autore – 9 Novembre, “Né vittime né prepotenti. Una proposta didattica di contrasto al bullismo.”

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Si è tenuto, Giovedi scorso, il terzo appuntamento che ha visto protagonista l’ autore Nicola Iannaccone intervistato dalla Prof.ssa Paola Bastianoni!

Nicola Iannaccone è autore della proposta didattica “Né Vittime né Prepotenti”  ed è psicologo e psicoterapeuta presso la ASL Città di Milano dal 1989.

 “Né vittime né prepotenti. Una proposta didattica di contrasto al bullismo.”  è un testo a supporto di una delle modalità operative con le quali si è sviluppato il programma di contrasto al bullismo “Stop al Bullismo”. 

Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con caratteristiche peculiari e distintive, sulle quali c’è un vasto consenso a livello internazionale. «Numerosi studi», come spiega Iannaccone, «hanno identificato diverse forme di bullismo, più o meno esplicite e osservabili, a seconda della tipologia di azioni che vengono messe in atto: bullismo diretto (comportamenti che utilizzano la forza fisica per nuocere all’altro), bullismo verbale (comportamenti che utilizzano la parola per arrecare danno alla vittima), bullismo indiretto (comportamenti non direttamente rivolti alla vittima ma che la danneggiano nell’ambito della relazione con gli altri). Questi ultimi sono comportamenti spesso poco visibili che portano all’esclusione e all’isolamento della vittima attraverso la diffusione di pettegolezzi. All’interno delle scuole il bullismo riguarda tutti gli alunni, e non solo quelli che vi prendono parte in maniera più evidente. C’è, infatti, il bullo (colui che prende l’iniziativa nel fare prepotenze ai compagni); l’ aiutante, (chi agisce in modo prepotente ma come “seguace” del bullo); il sostenitore, (chi rinforza il comportamento del bullo ridendo e incitandolo o semplicemente stando a guardare); il difensore (colui, cioè che prende le difese della vittima consolandola o cercando di far cessare le prepotenze); l’esterno, (chi non fa niente ed evita il coinvolgimento diretto o indiretto in situazione di prepotenza); infine la vittima, (chi subisce più spesso le prepotenze)».

« Gli spettatori», prosegue l’ autore, «sono i veri protagonisti. Essi sono semplicemente complici, ma, poiché sono la maggioranza, il loro atteggiamento può essere determinante e, la loro azione, può migliorare la vita di tutti, compresi i bulli».

«Non si tratta di bullismo», aggiunge infine Iannaccone, «quando due ragazzi litigano tra loro, giocano a fare la lotta o si prendono in giro e non è sempre lo stesso a “vincere” e a prevaricare sull’altro».

Il programma “Né Vittime Né Prepotenti” prevede di insegnare le abilità relazionali attraverso le caratteristiche di 10 animali che rappresentano le modalità prevalenti nelle relazioni umane.  Si tratta di un adattamento originale della Mostra interattiva “Bulli e Bulle. Né vittime Né prepotenti”. La mostra è costituita da un insieme di moduli dove bambini e ragazzi dai 9 e i 13 anni, autonomamente e a piccoli gruppi, possono “imparare facendo”, cimentandosi, cioè, in giochi di ruolo: autovalutazioni, attività di cooperazione e di simulazione di situazioni relative alle interazioni tra persone. Ad ogni animale corrisponde una specifica abilità socio-affettiva che dovrà essere sperimentata ed esplorata. La scelta degli animali è stata compiuta perché i bambini si identificano con più facilità nelle caratteristiche degli stessi. Sono stati considerati 10 animali: il cammello, il castoro, il falco, il gatto, il gufo, il leone, il pavone, il procione, lo stambecco, la tartaruga. Ognuno con le proprie caratteristiche . Lo scopo è di far comprendere ai bambini che ogni singola caratteristica può essere costituita da una componente positiva, quindi adeguata, ed una negativa, ovvero non appropriata. Il possedere una competenza sociale adeguata significa imparare a saper calibrare ogni caratteristica a seconda della situazione.

 Inoltre la proposta di  Iannaccone ha trovato applicazione nel progetto didattico di prevenzione al bullismo “Siamo Tutti Capitano”  che ha già coinvolto 3.500 istituti, oltre 10.000 classi delle scuole dell’infanzia e primarie italiane e più di 300.ooo famiglie.

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