Una breve storia dedicata ai bambini

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Stamattina  ho assistito a un dialogo che mi piace condividere con voi : un dialogo tra una nonna e i suoi nipoti : tre generazioni a confronto. La nonna era affacciata al balcone della sua casa e guardava in strada. Molti anziani sono di nuovo dietro alle finestre e sui balconi, nella mia città, Pesaro, come quando ero piccola. Sono in casa e guardare fuori; osservare la strada riduce la noia e la solitudine.  Il corona virus  ha riattivato vecchie abitudini che, con naturalezza, hanno ripreso il sopravvento quotidiano. La nonna vede la nipote e il nipotino scendere dalla macchina.  Tre, trenta, ottanta. Un bel terno secco, penso , valutando la differenza di età . “Ciao nonna, grida il nipotino ad alta voce,  sventolando la mano in direzione dell’anziana e alzando il collo  per catturare la sua immagine  sporta dal terzo piano!” “Ciao piccolo , che bello che siete venuti ! Salite  ?” Non si può nonna, risponde la nipote trentenne, per gli anziani è pericoloso stare a contatto con gli altri !” “Vi prego, ribadisce la nonna, sto lontano da voi!”  La voce è incrinata. Il piccolo sembra intuire il suo rammarico, la sua delusione.   ”Nonna” grida, sventolando una mascherina : “Nonna, veniamo con la mascherina magica. Non avere paura, ci salverà !”

 La mascherina magica  ci salverà dal potente cattivo “Corona virus” ,il re o il mago cattivo delle nostre favole : il nemico che la solidarietà, il senso di responsabilità, il sentimento di appartenenza ad una medesima storia e destino potrà sconfiggere. Non è difficile parlare ai bambini e alle bambine del corona virus. Conoscono il mondo attraverso la dicotomia del bene e del male e in questo caso la  semplificazione dicotomica ci aiuta. E’ bene usare la mascherina, non toccarsi, ma salutarsi in modi buffi e nuovi da lontano, mantenere le distanze ,  parlare a voce più alta per sentirsi meglio, lavarsi le mani e contare almeno  tutti  i numeri che ci portano  a trenta o cantare almeno mezza canzone: quella che ci piace di più. E’  male non stare attenti agli altri, stare loro troppo vicini, starnutire senza ficcare il naso nella piega del braccio, non usare la mascherina se  andiamo dai nonni, dai bimbi piccoli, da chi è ammalato o è debole.   I bambini e le bambine sanno che il bene trionfa sul male e che se si fa il bene il male ha sempre la peggio !!! Per gli adolescenti è più difficile rinunciare all’idea di essere immortali, di poter essere sconfitti da un virus quando ci si sente  potenti e invulnerabili.  Gli adolescenti faticano a ridurre le frequentazioni in gruppo, sono meno disponibili a rispettare le regole a cui bisogna attenersi per il bene di tutti, ma ce la possono fare se gli adulti sono accoglienti, responsabili, coerenti e determinati nel rispettare e fare rispettare le poche regole che ci occorrono per combattere assieme un nemico che possiamo fermare solo  sentendoci di nuovo umani, uniti l’uno al destino dell’altro da una catena invisibile e solida  resa inattaccabile  dalla responsabilità individuale e dalla solidarietà collettiva.