Doveva essere una semplice gita nel parco archeologico di Via Appia Antica 39, ma per uno dei ragazzi non fu così! James, era il classico alunno ribelle cui interessava solo far confusione piuttosto che ascoltare le spiegazioni dei prof. Mentre stava giocherellando con il suo portachiavi per far ridere i compagni, questo gli cadde all’interno di una specie di vasca, di cui i prof avevano parlato prima. 

Senza farsi notare, scese nello scavo per recuperarlo…il portachiavi era caduto proprio sul fondo! Si piegò a raccoglierlo, ma appena rialzò lo sguardo vide uno strano paesaggio, che non era il sito in cui si trovava fino a qualche secondo fa, ma un luogo a lui sconosciuto. In quel momento realizzò di trovarsi nella Roma antica, e che la fredda vasca di marmo in cui era sceso era praticamente una bara!

James, spaventato e incredulo da tutto ciò, uscì velocemente e iniziò a correre tra costruzioni tutte uguali, in cui erano sepolti i morti, nella speranza di ritrovare i suoi amici e capire cosa stesse succedendo, ma non riconosceva nessuno. Appena si rese conto di non trovare una via d’uscita, per iniziare a comprendere i fatti decise di tornare verso la strana vasca in cui si era ritrovato. Quest’ultima era molto più lussuosa delle altre, con tante decorazioni scolpite che narravano la storia di un re e una scritta in cui riconobbe delle indicazioni per raggiungere un luogo, come un indirizzo. Decise quindi di dirigersi verso il luogo indicato.

Tramite le indicazioni James riuscì a uscire da quello che ormai aveva capito essere chiaramente un cimitero antico e a raggiungere un’abitazione nella quale venne accolto da una donna anziana. 

La signora non sembrava stupita di vederlo e iniziò a spiegargli che il sarcofago era stato utilizzato molti anni prima come passa-porta per passare da un’epoca all’altra e che lei stessa aveva avuto il privilegio di entrarci. A questo punto, il ragazzo gli chiese come sarebbe potuto ritornare a casa e lei gli spiegò che avrebbe dovuto cercare due oggetti cari al proprietario della vasca, il cui vero nome era “sarcofago”, per riportarli all’interno di quest’ultimo. La misteriosa donna però lo avvertì, dicendogli che questi oggetti sarebbero stati sepolti oggi. Quindi, se non fosse riuscito a recuperarli in tempo, sarebbe rimasto bloccato nell’epoca romana per sempre.

Il ragazzo rimase in silenzio, spiazzato e preoccupato dal fatto che non aveva idea di come sarebbe riuscito a trovarli. L’anziana vedendo e capendo il turbamento del giovane gli spiegò che le storie scolpite facevano riferimento alle imprese di un grande re del passato e che il proprietario del sarcofago, di cui si sarebbe celebrato il funerale in quel giorno, era così importante a quel tempo da volere scolpite sul suo sarcofago storie che ricordassero uno dei più grandi condottieri del mito.

Grazie a queste indicazioni, Il giovane non ci mise molto a trovare il luogo dove si sarebbe celebrato il funerale, in quanto era un evento di estrema importanza. 

Una volta arrivato nel luogo indicato, iniziò a osservare la scena per scoprire quali oggetti potevano essere considerati particolarmente importanti per il defunto. James ne notò proprio due di fianco al cadavere, in posizione preminente rispetto agli altri: una lucerna e una corona di terracotta. Così aspettò il momento giusto per sottrarli e ci riuscì… ma all’improvviso, appena distante dalla celebrazione, gli oggetti iniziarono ad irradiare una forte luce, tanto che scivolarono di mano al ragazzo e caddero in terra. In quel momento lo studente vide quanto questi oggetti, all’apparenza semplici, potessero essere importanti nella vita quotidiana del loro proprietario… fu come una visione, ma così intensa da sembrare reale, in cui gli oggetti non erano più tali.

“Io, ho sempre illuminato la notte del mio signore, ero abituata ad essere accesa alla sera e spenta al sorgere del sole. Ho sempre fatto luce nei momenti di buio, lui mi voleva, aveva bisogno di me e io di lui. Son sempre rimasta al suo fianco, appoggiata nel mobiletto di fianco al letto, sia nei suoi momenti belli che in quelli tristi e l’ho visto spegnersi alla fine, ma io so che fino a quando resterò di fianco a lui e la mia luce rimarrà accesa, anche una piccola parte del mio padrone sarà ancora lì, a sconfiggere la sua paura più grande, l’oscurità. Mentre proteggevo lui, mi prendevo cura anche della sua corona, quest’ultima era diversa, singolare, non come una persona si immagina una corona, era un portafortuna che gli ricordava le molte vittorie che aveva conseguito in battaglia.”

James era sbalordito e molto confuso da tutto ciò! Si piegò per raccogliere gli oggetti da terra e portarli all’interno del sarcofago, ma appena si rialzò si ritrovò nel sarcofago in cui gli era caduto di mano il suo portachiavi, con i suoi compagni che lo incitavano a uscire dallo scavo prima che venisse scoperto dai prof. In quel momento il ragazzo non riuscì a comprendere cosa gli fosse appena accaduto, l’unica cosa di cui era sicuro è che questo suo “viaggio segreto” gli fece realizzare quanto un oggetto apparentemente così banale, possa invece avere un’importanza così profonda e che quindi era importante ascoltare e rispettare ogni piccola cosa!

Laura Gibbin, Alice Guidi e Bianca Maria Lup

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