Credits illustrazione di @evelise obinu per il calendario Nati Per Leggere-Sardegna 2021

Sulla scia delle riflessioni dell’intervista a Federica Buglioni ecco a voi il primo approfondimento su narrazioni e “bestiolini”. In caso pensiate che quelle piccole creature siano bambine e bambini, mi spiace deludervi. Si tratta di qualcosa di meno pericoloso. Mi riferisco ad artropodi e altre forme di vita piccole e piccolissime come virus, batteri, etc.

Se per voi questi regni sono fonte di terrore, temo che questa selezione potrebbe mettere alla prova i vostri nervi. O quanto meno, è stato così per me! Il genere principale sarà l’horror, ma con molte contaminazioni. E, in apertura, troverete anche una piccola sezione legata alla divulgazione. Infine, l’approfondimento è suddiviso in due parti. 

Prendete pure le dovute preoccupazioni e iniziamo!

Per evitare spaventi eccessivi, meglio riscaldarsi un po’ con qualche consiglio sulla divulgazione. 

Così, per la fascia 3-6 anni, vi propongo alcuni albi “antidoto”. Nel senso di utili per non crescere, come il sottoscritto, con il terrore degli artropodi. Sono sicuro che se avessi avuto a disposizione questi albi la mia infanzia sarebbe stata più serena nei confronti delle piccole creature che volano, strisciano, si arrampicano…Ci siamo capite/i.

Il primo suggerimento è di andare a cercare nella collana PINO della casa editrice Topipittori. 

Con un approccio filologico direi di partire dal titolo che ha dato vita a questa esperienza editoriale: Sei zampe e poco più di Geena Forrest. Un albo illustrato che è una “guida pratica per piccoli entomologi studiata per imparare a conoscere le specie di insetti, osservare come sono fatti, quante zampe (…)“. Un libro che offre solide basi scientifiche a delle proposte per incontrare con curiosità il mondo degli insetti. 

E se doveste avere una passione particolare per le api ecco a voi Api, sciami, alveari di Gioia Marchegiani e Beti Piotto. La collana è la stessa, e questo garantisce un approccio fondato su un attento rigore scientifico unito ad un invito costante alla sperimentazione e scoperta a diretto contatto con la natura. E se voleste andare su qualcosa che risponda maggiormente ad un approccio tassonomico? Ecco a voi l’Inventario illustrato degli insetti di Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi edito da Ippocampo. Anche in questo caso fa parte di una collana che vuole offrire un formato grafico attento e curato unito ad un linguaggio preciso e rispettoso della sete di sapere.

Il riscaldamento è concluso, possiamo immergerci nelle storie di paura. 

La presenza degli artropodi nell’immaginario delle paure umane è antica. Basti pensare al fatto che nella bibbia ben tre delle dieci piaghe contro il popolo egizio sono relative alle invasioni di zanzare, mosche e cavallette. Vediamo come alcune narrazioni in cui questo rapporto atavico ha trovato espressione.

In ben due maestri dell’horror possiamo trovare delle tracce evidenti. Il primo che mi sento di consigliare è H.P. Lovecraft. Chi conosce l’autore sa come spesso si sia ispirato al mondo degli artropodi nella creazione dei propri mostri. Per chi non lo conoscesse ecco due titoli da cui partire. Il primo è il racconto Colui che sussurrava alle tenebre, edito nel 1930, in cui potrete conoscere i Funghi di Yuggoth, o Mi-go per essere più precisi. Si tratta di creature extraterrestri composte da una serie di caratteristiche fisiche tipiche del mondo degli artropodi. Il corpo, di circa un metro e mezzo, è composto a metà tra materia funghigna e crustacea, ha un tronco dalla forma di un gambero a cui sono collegate delle ali simili a quelle di un pipistrello e delle chele. Tra le simpatiche abitudini asportano le teste delle proprie vittime per poi conservarle in cilindri che permettono loro di assorbire le competenze e conoscenze ivi presenti.

Se il primo racconto non vi ha turbato a sufficienza, potreste leggere La morte alata, scritto nel 1934. Qui incontrerete uno scienziato che per vendetta ha deciso di creare delle mosche mutate, degli ibridi. Una vendetta che, in perfetto stile lovecraftiano, prende la forma di un delirio onirico e paranoico.

Anche il Re del brivido, Stephen King, ha subito il fascino di queste creature. Se vi va di giocare a cerca l’artropode mostruoso vi consiglio di leggere, o rileggere il grandioso IT e Revival. Ne varrà sicuramente la pena.

Ora possiamo spostarci in oriente ed approdare in Giappone. 

Un primo titolo che suggerisco è L’isola degli insetti giganti, una manga scritto da Yasutaka Fujimi ed illustrato da Redice e successivamente da Shu Hirose tra il 2014 ed il 2018.

Ci troviamo davanti ad un incipit da Il signore delle mosche, ma con un tono incentrato sui mostri. 

Ci troviamo su un’isola deserta su cui un gruppo di studenti delle superiori si ritrova bloccato a causa di un incidente aereo. 

Il gruppo, dopo aver cercato un modo per fuggire, scopre che l’isola è completamente infestata da gradevoli insetti mostruosi di dimensioni ed intenzioni, sfavorevoli agli umani. Le citazioni, ispirazioni?  al capolavoro di Golding prendono forma anche nelle dinamiche relazionali. Da un lato un gruppo di studenti e studentesse si muove compatto per unire le proprie competenze. Dall’altro un secondo gruppo, avversi al primo, sarà disposto a tutto pur di salvarsi in quella landa pericolosa. 

Continuiamo il cammino in oriente con il pluripremiato manga Mushishi, scritto e disegnato da Yuki Urushibara tra il 1999 ed il 2008. Fulcro della storia sono i Mushishi. A metà tra insetti ed animali, si tratta di creature capaci di convivere con gli esseri umani non senza difficoltà e problematiche. Ed è proprio su queste che lavora Ginko, il protagonista della storia, che seguiamo mentre cerca di risolvere gli strani casi su cui si concentrano i vari episodi. 

Dal manga è stato tratto un anime ed un live action con alla regia il maestro Katsuhiro Otomo. 

Concludiamo questa passeggiata giapponese con un manga, e successivamente un anime, che è un po’ al limite: Dungeon food. Ryoko Kui, scrittore e disegnatore dell’opera, ci porta in un mondo fantasy classico fatto di avventuriere ed avventurieri, dungeon ovvero cunicoli in cui cercare tesori, e naturalmente tanti mostri. 

L’autore parte da un problema pratico: cosa mangiare se la ricerca nei sotterranei si prolunga per troppi giorni?

La risposta è semplice: i mostri che vengono incontrati. Con uno stile tra l’esilarante e l’avventura andremo alla scoperta delle caratteristiche specifiche di ogni creatura e, fatto non da poco, come poterle cucinare. Chiudiamo l’approfondimento con qualche consiglio videoludico. Se gli artropodi vi fanno paura e volete vendicarvi, senza fare reali vittime naturalmente, Earth defense force può essere il gioco per voi. Si tratta di uno sparatutto, ossia un gioco in cui l’unico obiettivo è quello di uccidere qualsiasi cosa si muova e sia a voi ostile. Naturalmente ciò che vi è ostile in questo caso sono degli insetti mostruosi che hanno deciso di invadere la terra. L’obiettivo del gioco penso sia evidente. Se invece provate una fascinazione per queste creature potreste provare il videogioco Grounded. La storia, ambientata negli anni 90, è semplice. Siete un adolescente che si trova improvvisamente rimpicciolito, come alcuni suoi amici, alle dimensioni di una formica. Il vostro obiettivo è duplice. Scoprire come sia potuto succedere tutto questo e capire come tornare alle giuste fattezze. Nel frammento però potrebbe risultare essenziale rimanere in vita. In pieno stile survival dovrete procacciarvi ciò che vi occorre: acqua, cibo, riparo, etc etc. Per fare questo però dovrete anche sconfiggere quelle creature che prima erano per voi delle scocciature ed ora sono assurte al grado di super mostri: ragni, api, coccinelle, e tanto altro ancora. 

Interessante come gli ideatori abbiano pensato che il gioco potesse toccare delle fobie. Infatti, è presente la possibilità di scegliere ben cinque modalità differenti di mitigazione delle figure degli aracnidi, sino a poterli trasformare in piccoli pallini. 

Un ultimo titolo da affrontare è il pluripremiato Hollow Knight. Il Cavaliere, da voi impersonato, durante uno dei suoi viaggi entra nel reame maledetto di Pulveria. Il luogo è devastato dall’Infezione che ha trasformato le creature, insetti e mostri, in pericolosi nemici privi di pensiero. Il vostro compito è debellare l’Infezione. Un viaggio esteticamente molto affascinante che porterà a scoprire rappresentazioni di insetti ed altri bestiolini qui trasformati in pericolosi mostri.

L’approfondimento è così giunto alla fine.

Se avete altre curiosità sull’argomento non esitate a scrivere, a contattarmi attraverso il progetto Uno sguardo al cielo oppure alla mail contatti@emanueleortu.it .

Non mi resta che salutarvi ed augurarvi, come sempre, buone storie

Emanuele