Illustrazione di Francesca Ballarini, tratta da Cambiare, per gentile concessione della casa editrice Topipittori
Benvenute e benvenuti alla seconda puntata dello speciale con Federica Buglioni sul rapporto tra “piccole creature” e horror.
Nella prima puntata la nostra ospite ha offerto alcune chiavi di lettura, sotto una lente socio-antropologica, per comprendere perché queste forme di vita siano state identificate come possibili pericoli. O addirittura, in alcuni casi, come dei veri e propri mostri.
Un processo che a volte, come da lei sperimentato, si discosta dalla naturale curiosità di molte bambine e bambini. Non sempre, infatti, l’incontro è felice, in quanto può esserci un
sentimento di repulsione, paura, orrore. Cosa può fare la differenza? La puntata di oggi vuole offrire alcune suggestioni al riguardo. In particolar modo si incentra sulle potenzialità che risiedono nella relazione adulto-bambina/o nella creazione delle differenti premesse.
Tanti gli elementi da soppesare e che “al bivio” possono portare a tendere verso la curiosità o maggiormente verso la paura. Come il ruolo che le conoscenze pregresse possono avere nel dare un senso ai comportamenti ed alle caratteristiche morfologiche delle “piccole creature”. Oppure l’abitudine alla curiosità, capace di facilitare una postura di apertura. O ancora il sentire dell’adulto, che può incentivare dei preconcetti che influenzano profondamente la codifica dell’esperienza. Le variabili sono tante, così come le potenzialità.
Prima di salutarvi ecco i link di recupero delle puntate precedenti.
Qui trovate la prima parte dell’intervista a Federica Buglioni:
Qui il primo approfondimento:
Non mi resta che augurarvi buone letture e buon ascolto,
Emanuele Ortu