A che punto siamo negli interventi a favore degli orfani di femminicidio?
Oggi in Italia sono presenti diversi progetti che si stanno facendo carico di questi bambini e ragazzi, molti di questi sono nati con i contributi del Fondo per il contrasto della povertà minorile che ha permesso l’attivazione di percorsi specifici su tutto il territorio nazionale (www.conibambini.org).
Questi progetti, coordinati dalla Fondazione Con i Bambini, stanno dando risposte ai loro bisogni e a quelli delle famiglie affidatarie, sia dal punto di vista di una presa in carico tempestiva che nel medio-lungo periodo, attraverso l’attivazione di aiuti sul piano psicologico, relazionale ed economico.
Sono stati creati: equipe psicologiche per intervenire fin dalle prime ore dopo il delitto, sportelli di ascolto, spazi su misura per l’accoglienza delle famiglie affidatarie che necessitano di essere messe in protezione, sostegni economici specifici, chiamati “doti educative”, per finanziare gli studi e le attività di tempo libero.
Questo perché i dati raccolti ci dicono che l’83% delle famiglie arriva a fine mese con grande difficoltà, spesso per la necessità di circondarsi di professionisti e specialisti per supportare i bambini (www.conibambini.org/2023/11/20/orfani-di-femminicidio-presentati-i-dati-inediti-di-con-i-bambini/).
Domenico ci racconta che… lui e la moglie devono affrontare i costi delle ripetizioni…i nipoti vanno a danza, a judo e viaggiano, tutto per non farli pensare al passato…per loro spendiamo 3600 euro al mese. Io e mia moglie non ci compriamo niente, nemmeno un paio di scarpe nuove, non usciamo mai (Prandi, 2020, p. 88).
Le associazioni che si occupano di questi nuclei familiari forniscono aiuto nelle procedure richieste per ottenere i sostegni economici previsti dalla legge 4/2018 che, accanto al supporto educativo e psicologico, risultano essere fondamentali per riprendere a vivere una vita dignitosa.
Ci racconta una nonna: …la prima associazione che ci è stata vicina è stata l’associazione Edela, di Roma…mi hanno sempre detto, qualsiasi cosa ti serva, chiamaci e noi ci saremo, ci hanno aiutato con le borse di studio, a mettere su carta la richiesta dei contributi, li ringrazio molto, se non avessi loro io non le saprei queste cose… ringrazio tante altre associazioni tipo il Giardino segreto, la cooperativa Irene, con il loro progetto Respiro, che stanno dando piccoli aiuti ai bimbi (Adriana Esposito, dal podcast “Respiro”).
Fondamentale è stata la creazione della figura del tutor familiare o di resilienza, che accompagna gli orfani e le loro famiglie fin da subito e offre il suo supporto 24 ore su 24, per qualsiasi necessità.
E di numeri verdi, come quello attivato dal Progetto S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali, al quale ci si può rivolgere in qualsiasi momento.
Questi progetti, comeReSPIRO, acronimo di rete di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli Orfani speciali, si propongono di ridare aria a chi ha smesso di respirare perché “quando diventi orfana così, il dolore ti spezza le gambe e l’aria infinita che vola ovunque sembra non esserci più per te” (De Carli, 2021).
Perché questi bambini, come ci raccontano quelli incontrati dal progettoAirone, vogliono tornare ad essere felici, e ne devono avere il diritto.
Queste iniziative, come quelle di Orphan of femicide invisible victim, non riguardano solamente i figli delle vittime di femminicidio, ma si propongono di lavorare anche sulla prevenzione e sulla cultura in merito agli stereotipi di genere, perché si possa intervenire prima che i femminicidi avvengano ed intercettare le situazioni di violenza prima che diventino croniche e diano origine a drammi irreparabili.
Manuela Stucchi, pedagogista