In un tempo che tende a rimuovere il dolore e a rendere la perdita indicibile, questo libro attraversa l’arte come spazio di ascolto, pensiero e trasformazione.
Attraverso il confronto con opere e visioni di Joseph Beuys, Marina Abramović, Christian Boltanski, Bill Viola e Damien Hirst, Giordano Pariti esplora il punto in cui la creazione incontra la fragilità umana.
Un percorso tra memoria, finitudine e immaginazione che restituisce all’arte una possibilità ancora radicale: non eliminare il dolore, ma abitarlo, trasformarlo, renderlo esperienza condivisibile.
Perché alcune domande non chiedono di essere risolte, ma attraversate.
Realizzato con il Laboratorio “Uno sguardo al cielo” – Università degli Studi di Ferrara.