Quando Assaf capisce che sua sorella è morta inghiottita dalle onde in una notte che non può avere giustificazioni agli occhi degli esseri umani, si sente responsabile per le mille cose non dette e non fatte che appartengono alla vita. Si sente in colpa per qualcosa che non può dipendere da lui. La condizione delle popolazioni migranti in fuga dalla disperazione è qualcosa di più di un’ingiustizia umana e sociale: dovrebbe toglierci il sonno, dovrebbe imporre ad ogni essere umano di rientrare in se stesso e comprendere il valore della vita, della dignità, dell’uguaglianza. E, invece, continuiamo a voltarci dall’altra parte, paghi della consapevolezza di essere nati nella parte giusta del mondo. Quanti corpi ancora ci restituiranno le onde? Quanti saranno i destini spezzati? Quanta umanità dovremo ancora perdere per convincerci che moriamo tutti ogni giorno, quando non sappiamo riconoscere nell’altro il senso della nostra stessa esistenza?
“Assaf”, scritto e letto da Bruna Andruccioli
Music by https://www.fiftysounds.com