Credits. Schermata finale del gioco Mission command, sviluppatore Dave Theure, casa di produzione Atari 

Possiamo dire che il rapporto tra videogiochi e morte è strutturale. Proprio per questo può essere analizzato, e giocato, da innumerevoli punti di vista. Gameplay, filosofico, puramente ludico, come ambientazione, e altro ancora. Per questo abbiamo con noi Gianmarco T. Giuliana, semiologo, che si è approcciato al mondo videoludico con uno sguardo a trecentosessanta gradi in qualità di ricercatore, docente universitario, saggista, game designer e appassionato giocatore. 

Per ulteriori informazioni su di lui https://www.gianmarcotgiuliana.com/research


Bibliografia

Come primo titolo non possiamo che consigliare il saggio del nostro ospite

Il videogioco come linguaggio della realtà – Introduzione a una nuova prospettiva semiotica, uscito per ARACNE nel 2024.

Per avere una bussola generale sui videogiochi 

Luca Bagnasco – Andrea Stella, Il mio primo dizionario dei Videogiochi Cult, Beccogiallo

Per alcune riflessioni generali sulla morte e la società

Byung-Chul Han, La società della stanchezza, Nottetempo 2012

Qualche altro consiglio di gioco

Trovate qui una breve proposta di videogiochi a tema da aggiungere alla nutritissima ludografia consigliata nel podcast da Gianmarco Thierry Giuliana. Si tratta di videogiochi in cui la tematica è esplicita e affrontata da innumerevoli punti di vista: memoria, lutto, guerra, invecchiamento, e tanto altro ancora.

Gris, sviluppato da Nomada Studi

Old Man’s Journey, sviluppato da Broken Rules

Spiritfarer, sviluppato da Thunder Lotus Games

The Missing: J.J. Macfield and the Island of Memories, sviluppato da White Owls inc.

This War of Mine, sviluppato da Bit studios 

What Remains of Edith Finch, sviluppato da Giant Sparrow

Una breve sitografia sul rapporto morte-videogiochi

https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/i-videogiochi-hanno-cambiato-il-senso-della-morte-cosa-ce-dopo-lultimo-game-over

L’immagine di questa puntata

Visto il proseguire del clima continuiamo con la scelta di pubblicare immagini di opere d’arte che si sono scagliate contro la guerra. Questa volta la scelta è ricaduta sulla schermata finale dal titolo Missile Command. Nel gioco comandiamo una batteria di missili che dobbiamo usare per difenderci da un attacco a lunga gittata. Perché è importante? È stato concepito nel 1980, in piena guerra fredda. Giocatori e giocatrici sono nella posizione di difesa, non possono attaccare, ma solo stare nell’estenuante situazione di dover trovare costantemente un modo per non far morire le persone della propria nazione. E poi la schermata finale. Solitamente i giochi si concludono con Game Over. Una comunicazione che rafforza l’esperienza come gioco in sé e per sé e mantiene la distanza con la vita reale. In questo caso invece quando moriamo, e con noi le persone che stavamo cercando di difendere, compare la scritta The end.

Per approfondire

https://n3rdcore.it/missile-command-e-la-paura-dellolocausto-nucleare

https://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=missile_command