E chi una casa non ce l’ha?

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Yohana è una senzatetto che vive a Milano. Ha pubblicato su youtube una serie di racconti dal titolo “Dal basso a piedi nudi” per raccontare la sua condizione di donna senza dimora nell’epoca del corona virus. La sua e quella di tanti come lei che vivono la loro vita nella precarietà quotidiana ma, in questo momento, con non poche difficoltà in più. La casa di Yohana è uno zaino sulle spalle, due cani i suoi compagni di viaggio e un coniglio di pezza che le sbatte sui fianchi mentre cammina la sua famiglia. Sono deserte le strade di Milano in questi giorni. E se, da un lato, questo è segno che i cittadini stanno rispettando le norme restrittive, dall’altro è anche il segno evidente che sarà molto difficile per Yohana trovare il modo di mangiare, di scambiare una parola con qualcuno. Lungo la strada propone alcuni dei suoi numeri da giocoliera esperta, ma nessuno si ferma a guardarla. La vita di un senzatetto in tempo di Covid-19 è un viaggio alla ricerca di qualcuno che sappia donare, pur nel rispetto delle distanze e della sicurezza, un sorriso e po’ del superfluo che nemmeno in quarantena ci facciamo mancare. I volontari prestano un’opera eccezionale, cercando di restituire un po’ di attenzione ad una parte della popolazione che appare dimenticata. In un tempo in cui la distanza ci sta imponendo di ridisegnare la relazione non possiamo dimenticare chi non possiede nulla. Penso a quante volte abbiamo offerto un sorriso distratto, una parola volante, una moneta “per educazione”, senza pensare che questi piccoli gesti per alcuni insignificanti erano ciò che permettevano a qualcun altro di continuare a sopravvivere, materialmente ed emotivamente. E’ inimmaginabile come oggi quelle persone si ritrovino a possedere ancora meno del niente di cui disponevano prima. Vi allego il link di uno dei video racconti girati da Yohana. Per comprenderli occorre uno sguardo che i soli occhi non possono offrire, come del resto accade per molte altre cose che questa assurda battaglia ha deciso di farci vivere. C’è qualcosa di impercettibile alla vista ma che arriva dritto al cuore quando pensiamo che ci sono pezzi di umanità, più vicini a noi di quanto immaginiamo, che questa lotta per la sopravvivenza la stanno combattendo da soli.

Monica Betti

https://www.youtube.com/watch?time_continue=73&v=_8ejir4FQhM&feature=emb_logo