Suicidio, prevenzione in carcere

Published on: Author: admin
suicide-stop

Arriva dall’ Università di Bari il progetto: MeNS SANA (Metodo Narrativo Sperimentale di Scrittura Autobiografica, Nosologia e Analisi), gemellato con la New York University; scrittura espressiva come modello per promuovere la resilienza tra la popolazione penitenziaria, testare il grado di disagio, ridurre il rischio di suicidi e rilasciare effetti benefici sulla condizione psicofisica dei detenuti. Questo progetto vede coinvolti anche gli Istituti penali minorili di Treviso, Acireale e quelli per adulti di Lecce e Trani il cui maggiore obiettivo è la la creazione di un nuovo manuale di trattamento, in linea con gli studi americani. Nel solo carcere di Bari su 400 detenuti 100 erano seguiti dal Servizio di Salute Mentale (dati 2015-2016). Il progetto prevede, innanzitutto, uno screening molto accurato con psicodiagnostici collaudati per verificare lo stato psicologico del soggetto. Poi si parte con il laboratorio legato a un modello sperimentato dal professor James W. Pennebaker dell’università del Texas negli anni ’90 e che in tutti questi decenni è stato al centro di una serie di studi. L’invito alla scrittura autobiografica prevede la costituzione di 2 gruppi: quello di controllo e quello sperimentale. Il secondo è invitato a scrivere su un trauma profondo, non raccontato. I benefici sui partecipanti, testati con un monitoraggio delle condizioni cliniche, registrano un incremento delle difese immunitarie, il miglioramento dell’umore e, soprattutto, si abitua l’utente a confrontarsi col suo vissuto traumatico, a tirarlo fuori. I soggetti mettendo in chiaro con le parole i loro sconvolgimenti, migliorano notevolmente lo stato fisico e mentale. Successivamente si effettua un nuovo monitoraggio per riverificare le condizioni psicofisiche e le funzioni cognitive ed esecutive dei soggetti cioè tutto ciò che riguarda l’elaborazione e la rielaborazione dell’utente in termini psicologici. Attraverso questo tipo di informazioni, si può intervenire e creare un percorso che, dove occorre, è anche di tipo riabilitativo.