Cosa spinge un’autrice/ore a scrivere una storia connessa ad un periodo storico così complesso?

Un filo rosso ha legato le differenti risposte: un incontro di una storia che fosse far emergere e far conoscere.

Andrea Pau ci racconta come Nome di battaglia Magda, edito da Solferino, nasce a notte fonda dall’incontro casuale con un documentario in cui si cita di un carro armato rubato da dei giovanissimi militari polacchi ai nazisti. 

Una frase da cui è nata una ricerca apparentemente senza risultati che ha portato Andrea in Polonia dove finalmente ha trovato tutte le informazioni, rigorosamente storiche, che fanno da struttura al suo romanzo. 

Una ricerca che può nascere dalla scoperta di un parente legato alla resistenza e di come quella storia fosse connessa alla memoria storica del proprio territorio. Da lì la consapevolezza di dover parlare delle atrocità di quel periodo storico, di dover curare una memoria comune e locale per nutrire quella collettiva composta di tante storie. Nasce così la tensione narrativa di R. Ribelli Resistenza Rock ‘n Roll, scritto da Christian Hill e Marco Ponti ed edito per Feltrinelli. Un romanzo in cui se da un lato si accetta la necessità della resistenza e della guerra di liberazione, senza se e senza ma, dall’altro si rompe l’epicità del combattere. La guerra fa schifo. Anche qui senza se e senza ma. 

Ma come si può raccontare di questi fatti ad adolescenti o addirittura a bambini?

Roberta Balestrucci ha chiaro come si possa e si debba fare. Ci sono dei punti fermi da rispettare sempre. Prima di tutto il rispetto per le intelligenze di chi legge. Bambini non vuole dire competenza minore. Questo è un luogo comune che serve spesso agli adulti per proteggersi da domande insidiose. Raccontare piccole storie, infatti, permette di creare una vicinanza che rende comprensibile l’incomprensibile. Quello dei confini fisici come raccontato da Roberta in La città del muro, illustrato da Luogo comune ed edito da Sinnos, per capire come sia possibile. 

Piccole storie che ci permettono di contenere quella vastità annichilente anche dei numeri delle violenze. Nel senso anche fisico di poter racchiudere numeri, incommensurabile emotivamente ma che se narrati attraverso piccoli fatti ci permettono di vederli e accettarli, pensate alla Shoah, come messo in evidenza da Marco Ponti. E su questo non possiamo non rilanciare con Olga, scritto da Christian Hill per Rizzoli.

Sono queste storie scritte con serietà, sincerità e rispetto, dove le licenze narrative sono sempre permesse grazie ad una totale attenzione storica, come ricordato da Andrea Pau che con Nome in codice Magda è riuscito a rivolgersi addirittura alle lettrici della scuola primaria.

Non è possibile restituire, in questo breve spazio, tutte le riflessioni che ci hanno accompagnato nell’incontro. Come, il perché dell’interesse dei giovani su queste tematiche, o ancora della consapevolezza dei regimi dell’importanza delle storie, sempre quelle “piccole”, per costruire contro immaginari finalizzati a distorcere la realtà. 

Quello che però possiamo fare è consigliarvi di vedere il video del webinar e di leggere i libri che ci hanno accompagnato in questo incontro.

Ed infine vogliamo ringraziare Roberta Balestrucci, Andrea Pau, Christian Hill e Marco Ponti per la capacità di affrontare un tema così complesso con umanità e competenza. 

Vi salutiamo con una frase di R. Ribelli Resistenza Rock’n’Roll che ci pare racchiuda il senso di come i nostri fare, quotidiani ed eccezionali, siano sempre intrecciati con le storie passate presenti e future che ci circondano.

“[… ]si faceva una cosa semplice e complicatissima: si progettava il futuro.” 

a cura della Redazione

  • Video:
  • Approfondimenti:

Andrea Pau, Nome di battaglia Magda, edizioni Solferino

Christian HIll- Marco Ponti, R. Ribelli Resistenza Rock’n’Roll, edizioni Feltrinelli

Roberta Balestrucci – Luogo comune, La città del muro, edizioni Sinnos

Christian Hill, Olga. Una storia di pace in tempo di guerra, edizioni Rizzoli

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