Marcella è morta. La leucemia l’ha stroncata dopo un lungo periodo di estrema sofferenza. Il protagonista del romanzo di Massimiliano Smeriglio, Il Legame Covalente, si trova a fare i conti con questa dura realtà. Si tratta di un romanzo nel quale sembra che non accada quasi nulla e, invece, accade tutto: la perdita, la morte, la solitudine, la rabbia, il desiderio di vendetta, la caduta e la ripresa, sullo sfondo di una costante ombra di mistero. Il marito ha voluto “curare” l’amata Marcella in casa, soprattutto nell’ultimo periodo, assistendo quasi inerme ai dolorosi patimenti fisici, psicologici e spirituali ai quali lei era sottoposta, fino a sentirsi inutile: “La malattia è stata un calvario”.
Il protagonista non si dà pace, non riesce a tollerare una casa vuota e silenziosa, ormai priva delle due presenze femminili più importanti della sua vita: la moglie e la figlia. Anche per questo precipita in un vortice pericoloso e doloroso, che lo porterà persino a perdere il suo posto di insegnante in una scuola superiore di Roma. Rifiuta la compagnia dei colleghi e dei pochi amici, scegliendo la solitudine e negandosi la possibilità di esprimere la propria sofferenza attraverso le parole: “Non che non ci siano parole nella mia testa, solo che non hanno più voglia di venire fuori. Tutto è inutile, muoiono ancor prima di nascere, restano sulla punta della lingua, smorzate tra gola e palato.”, e ancora: “È un atteggiamento consapevole riassumibile grossomodo così: le parole non servono a niente”. Oppure le parole possono rivelarsi molto pericolose, perché disvelano qualcosa di inaccettabile.
Del resto, esperto di chimica e fisica, il protagonista ha interpretato per tutta la vita le azioni, le persone e le relazioni attraverso la metafora dei legami chimici. La chimica non è soltanto il suo mestiere: è il modo in cui prova a dare un ordine al mondo e ai rapporti umani. Di fronte alla malattia e alla morte di Marcella, però, anche questo linguaggio si rivela insufficiente. La scienza può descrivere la materia, ma non riesce a dare un ordine al dolore. Si rifugia in casa, dipendente dal gioco e dall’alcool. Dipendenze nate, come accade molto spesso, quasi per caso, nel tentativo di concedersi un attimo di tregua da una realtà tragica. In casa l’uomo pensa di stare bene, rannicchiato sul divano sul quale trascorre gran parte delle sue giornate. In quella casa è nato e cresciuto e lì ritrova i ricordi felici dell’infanzia, fatta di piccole cose e di gesti semplici ma decisivi. La memoria non è soltanto un rifugio dal presente: è il luogo in cui continua a custodire Marcella e a ritrovare se stesso. Questo stile di vita si ripete anche in età adulta, durante le vacanze: “Le stesse abitudini, gli stessi riti li ho replicati con Beatrice bambina. […] Il medesimo urlo di fronte al mare: ‘Noi siamo salsedine!’”.
Con Marcella, viene ribadito più volte, aveva costruito un “legame covalente”, quel legame fondato sulla fiducia: “Un abbraccio impercettibile, profondo, che tiene insieme ciò che altrimenti si disperderebbe. Una connessione tra due atomi che compone qualcosa di stabile.” È l’immagine attorno alla quale ruota l’intero romanzo. La morte interrompe una vita condivisa, ma non cancella il legame. Il protagonista, almeno all’inizio, non riesce ad accettarlo: continua a cercare Marcella nella sua assenza, finché comprende che quella presenza può continuare ad accompagnarlo in un’altra forma. Solo dopo un lungo percorso arriverà ad affermare: “Mi attrae l’idea dell’Oceano, del vento. E ho bisogno di voltare pagina, insieme a mia figlia. […] e di un miracolo inatteso”.
Finalmente, anche grazie alla presenza della figlia Bea, l’uomo comprende che Marcella continua ad accompagnarlo. Non più nella quotidianità, ma nella memoria, nei gesti, nelle scelte. La conferma arriva nel sogno che precede la partenza: “Stanotte mi viene a trovare in sogno. Sorride, mi sfiora, sembra dirmi: tranquillo, ci sono, vengo via con te, ti accompagno. […] Le sue parole mi fanno addormentare e leniscono […] i sensi di colpa”.
Nella nuova vita che lo attende al di là delle Alpi incontrerà una donna con la quale potrà intrecciare un nuovo legame, diverso da quello vissuto con Marcella. Un legame nato in un tempo nuovo, con nuovi equilibri e nuove possibilità. Forse sarà proprio questo a permettergli, finalmente, di fare pace con il passato e con se stesso.
Ilaria Bignotti Faravelli, psicologa
Smeriglio M., Il Legame Covalente, Mondadori, Milano, 2026.