Che differenza c’è tra guarire e prendersi cura, quando la medicina si arresta e le parole sembrano mancare? È in questo spazio di confine, nel tempo del limite, che si colloca la riflessione sul fine vita e sull’accompagnamento umano ai passaggi estremi dell’esistenza.

La fragilità, come riconosciuto dal Trattato di Barcellona del 1998, non è una condizione eccezionale, ma una dimensione intrinseca della vita stessa, che accomuna tutti gli esseri viventi, esposti al dolore, alla malattia, alla perdita e al limite. Nell’esperienza umana essa attraversa l’intero arco della vita, manifestandosi in momenti fondamentali come la nascita, la malattia, l’invecchiamento, il lutto e la prossimità della morte. Eppure, nella società contemporanea, questi passaggi tendono a essere progressivamente marginalizzati, delegati quasi esclusivamente alla dimensione tecnico-sanitaria o rimossi dal discorso pubblico e relazionale.

È proprio in questo spazio spesso silenzioso, isolato e privo di parole condivise che prende forma la figura della Doula del fine vita, ancora poco conosciuta in Italia ma già diffusa in numerosi Paesi europei e nordamericani. Il termine doula affonda le sue radici nella cultura greca, dove indicava una donna al servizio di un’altra donna. In epoca contemporanea viene ripreso dall’antropologa Dana Raphael nel 1973 per descrivere figure di supporto non medico alle puerpere. Da questa origine, il concetto si è progressivamente ampliato fino a includere anche l’accompagnamento nel tempo del morire.

La Doula del fine vita è una figura non sanitaria, non medica e non terapeutica, che opera attraverso la presenza, l’ascolto e il rispetto profondo della dignità della persona. Affiancando l’intervento sanitario senza mai sostituirlo, la Doula risponde ai bisogni relazionali, emotivi ed esistenziali che spesso restano scoperti, offrendo un sostegno individualizzato e contribuendo alla costruzione di una rete di cura integrata e rispettosa dei ruoli. Il suo intervento può avvenire in diversi contesti – dal domicilio all’hospice, dalle RSA alle strutture ospedaliere – sempre nel segno dell’accompagnamento e della prossimità.

In Italia, questa figura è stata introdotta in modo strutturato e rigoroso grazie all’iniziativa di So.Crem ETS Genova e alla visione della psicologa e psicoterapeuta Linda Alfano, a lungo vicepresidente di So.Crem, che ha riconosciuto la necessità di una progettazione formativa solida e di un modello etico e responsabile di accompagnamento al morire. Da questo impegno nasce il corso di Alta Formazione “End of Life Doula”, primo nel suo genere nel nostro Paese, articolato in moduli mensili che integrano teoria, laboratori esperienziali e discussione di casi, con esami finali e rilascio di attestato. Il percorso è curato da un corpo docente altamente qualificato – psicologi, giuristi, antropologi, psichiatri, bioeticisti, architetti e altri professionisti – impegnati nell’approfondimento dei temi legati alla morte e al morire, al dolore fisico e mentale, alla comunicazione nella fragilità, ai rituali di commiato, ai processi del lutto e alla cura di chi cura.

Sulla base di questa esperienza formativa, So.Crem ETS Genova ha recentemente promosso la pubblicazione del volume Quando finisce una vita. Verso una nuova etica dell’accompagnamento, edito da Carocci, con prefazione di Paola Bastianoni e introduzione del professor Tullio Bandini.

Il libro propone una riflessione ampia e profondamente umana sul fine vita, riconoscendo la morte come parte integrante dell’esperienza umana e sollecitando un ripensamento dei modelli di accompagnamento nei momenti di massima vulnerabilità.

Quando finisce una vita è, un invito a esserci. A non sottrarsi al limite, a non lasciare sole le persone nei momenti di confine, a trasformare l’ultimo tratto di strada in un tempo di relazione autentica, consapevole e profondamente umano. Una domanda resta al centro di questo percorso: come restare davvero accanto, quando la vita entra nel suo tempo più fragile?

Rosagemma Ciliberti, professore associato di Bioetica all’Università degli studi di Genova, Ivano Malcotti, psicopedagogista d’impresa, presidente So.Crem ETS Genova

Bibliografia 

Linda Alfano, Rosagemma Ciliberti, Ivano Malcotti, Quando finisce una vita. La figura della end of Life Doula in Italia, Carocci Editore, 2026